È tempo di Book Pride

Editori, lettori, moltitudini

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Book Pride

Book Pride fa il suo ritorno a Milano: fino al 6 marzo la fiera dell’editoria indipendente si mostra nella sua formula “rinnovata”, con una location nuova. Book Pride occupa ora i moderni spazi espositivi del Superstudio Maxi (via Moncucco 35), un openspace in cui l’offerta culturale si fa vetrina di sé stessa. Dopo la lunga pausa dovuta alla pandemia, i lettori hanno finalmente l’opportunità di immergersi nel «profumo di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare» come direbbe Carlos Ruiz Zafón.

Il tema del 2022 è Moltitudini, una pluralità di voci, umane e non umane, per riflettere sulle strutture e sui conflitti, sui legami e sulle alleanza. Moltitudini che mettono in discussione l’idea stessa dell’individuo, in particolare nel mondo editoriale.

Il ruolo dell’editor e del correttore di bozze

Ad aprire il programma di incontri, che impegnerà i prossimi giorni con numerosi eventi anche OFF salone, è l’area corsi della Giulio Perrone Editore. L’editor Chiara Pallotta indaga, con una lente d’ingrandimento, sulla realtà del correttore bozze e, successivamente, sul ruolo dell’editor. 

Calvino diceva che «il diavolo del nostro tempo è l’approssimativo.» Con la stessa leggerezza, di cui in altri casi ha parlato lo stesso autore (che non vuol dire superficialità), Pallotta spiega come un buon redattore e correttore bozze non deve mai fidarsi esageratamente di sé, non deve lasciarsi sedurre dal libro ma rendere il testo la miglior versione di sé stesso.

Durante l’incontro successivo si riserva un particolare spazio per parlare dell’editing, «un lavoro per masochisti», per citare le parole di una delle maggiori editor del nostro paese, Grazia Cherchi. Quello dell’editor è un lavoro che non può essere industrializzato o insegnato, ma solo imparato sul campo, esperienza dopo esperienza, e Pallotta lo descrive come un ruolo a metà tra terapeuta e apicoltore.

Terapeuta perché è importante interrogare l’autore per comprendere quale sarà il lavoro sul testo, la strada da percorrere prima di arrivare al “visto si stampi”, prestando particolare attenzione alle nevrosi dello scrittore. Apicoltore perché l’editor deve prendersi cura del libro con il massimo rispetto dello scrittore – un po’ come gli apicoltori che indossano solo abiti chiari per non infastidire le api.

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In questo incontro, Pallotta tiene a smentire il luogo comune che vuole che l’editor si sostituisca all’autore per salvare un’opera altrimenti mediocre, o che lo induca a stravolgere la sua opera per renderla più appetibile al pubblico. Non è così. Il bravo editor – e Pallotta sottolinea che, come in tutti i mestieri, ci sono editor che svolgono questo lavoro con maggiore o minore professionalità – sa indirizzare lo sguardo dello scrittore, permettendogli di mettere davvero a fuoco quello che vuole esprimere con il suo libro. Affinché sia possibile, è fondamentale un rapporto di fiducia totale fra autore e editor.

Un dialogo in cui la passione, che è il piacere individuale della lettura, incontra l’instancabile voglia di migliorare l’esperienza di un lettore anonimo. Ritrovarsi in un clima indipendente vuol dire anche questo, incontrare figure piene di coraggio e voglia di reinventarsi, orgogliose del loro lavoro. Pride, appunto. 

Elena Varvello a Book Pride: i «libri belli»

La scrittrice Elena Varvello ha dedicato il suo incontro all’amore verso i libri. Risuona di sala in sala, come il brusio che tanto contraddistingue le fiere, la riconoscenza dei lettori nei confronti di chi al mondo editoriale ha deciso di dedicare la propria vita. Perché dedicarsi alla letteratura vuol dire scegliere di vivere tutto.

Quali libri leggere? I libri belli. E quali sono i libri belli? Quelli che suonano al nostro orecchio come autentici. Tutto questo per arrivare alla vera domanda, per chiederci: ma tu chi sei?

Interroga Elizabeth Strout, Fëdor Dostoevskij, Gustave Flaubert, David Foster Wallace e altri autori tanto amati, e attraverso i loro libri cerca di comprendere qual è il significato nascosto, il senso.

Citando Flannery O’Connor: «Ognuno di noi incarna il mistero dell’esistenza». Allo stesso modo un libro contiene in sé l’ombra dell’uomo, ci mostra chi siamo e ci mostra chi è l’altro. È la chiave per comprendere il mondo quando osservare non basta. Perché è attraverso i libri che possiamo diventare moltitudini.

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Serena Votano

Serena Votano, classe 1996. Tendenzialmente irrequieta, da capire se è un pregio o un difetto. Trascorro il mio tempo libero tra le pagine JD Salinger, Raymond Carver, Richard Yates o Cesare Pavese, in sottofondo una canzone di Chet Baker, regia di Woody Allen.

Francesca Cerutti

Classe 1997, laureata in Lingue per l’impresa e specializzata in Traduzione. Caporedattrice di Magma Magazine, sempre alla ricerca di storie che meritino di essere raccontate. Nel 2020 è stato pubblicato il suo romanzo d’esordio, «Noi quattro nel mondo».

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