Il sessismo che pervade le serie tv, spiegato con un fumetto

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Se dicessimo che guardiamo film e serie tv senza cercare noi stessi tra i personaggi, mentiremmo. Fin dai primi cartoni animati che guardavamo la mattina prima di andare all’asilo, non volevamo solo passare un momento piacevole davanti allo schermo, ma anche ricercare dei modelli, delle figure nelle quali avremmo potuto rispecchiarci. Commando Culotte è un fumetto edito da L’Orma Editore nel maggio del 2021, con l’obiettivo di scardinare il sessismo insito nella televisione che guardiamo. Uscito dalla penna della fumettista francese Mirion Malle, è una graphic novel che scrive una nuova pagina di femminismo contemporaneo con un linguaggio diretto e ironico perché – come dice l’autrice – «il pubblico femminista non è animato da smanie di censura: è un pubblico esigente».

Commando Culotte

La donna nella rappresentazione nei media

Sui nostri schermi – e non è una novità – i più rappresentati sono gli uomini. Ma non uomini qualunque: bianchi, etero e cisgender. I più fortunati, insomma. Degli studi mostrano come ancora oggi una donna ha molte più possibilità di essere rappresentata in maniera irrealistica, con corpi e vestiti che non le appartengono davvero nella quotidianità. Se un personaggio non ha un’occupazione, solitamente è una donna. Quando anche sia molto fortunata e lavori, è comunque raro che ricopra ruoli di potere o che si destreggi nell’ambito della finanza, della legge o della politica. Un vero e proprio angelo del focolare, insomma. La questione della rappresentazione non riguarda solo la macrocategoria delle donne: analizzando il problema da più vicino, vediamo che la percentuale di donne di colore nei film è ridicola, le donne musulmane sono pressoché sempre rappresentate come vittime, le lesbiche sono quasi invisibili. Le adolescenti che siamo state – ma anche le adolescenti di oggi – si sono viste rappresentate sullo schermo in tre modi: da una parte abbiamo le eroine, le ragazze perbene, ovvero l’interesse sentimentale. Gabriella di High School Musical, ma anche Katniss di Hunger Games ne sono degli esempi. Dall’altra, le cattive ragazze, l’interesse sessuale: praticamente tutte quelle che partecipano alle feste nei teen movie: Tess di Camp Rock è un esempio concreto. Per ultime, ma non meno importanti, la categoria delle invisibili: alzi la mano chi non ne fa parte.

Non si può pensare semplicemente di spegnere il cervello femminista per rilassarsi davanti ad uno schermo: bisogna convivere con quella consapevolezza, e casomai sforzarsi di apprezzare l’opera malgrado il veleno di cui è portatrice.

«Commando Culotte»: una graphic novel ci spiega ciò che guardiamo

Da Games of Thrones a Legally Blonde, nella sua graphic novel Mirion Malle analizza film e serie tv con grande ironia e profondo senso critico. Sottolinea gli aspetti positivi, li riconosce e ci rende partecipi delle sue riflessioni. Poi evidenzia anche quelli negativi, e non ce n’è più per nessuno. Le troppe violenze sessuali a carico delle donne di Games of Thrones, le Barbie ipersessualizzate la cui attività principale è quella di essere carine, il troppo sessismo che infarcisce la narrazione di American Pie e chi più ne ha più ne metta, potremmo continuare per ore.  

L’obiettivo di Commando Culotte (acquista) è rendere accessibili tramite il fumetto e l’umorismo strumenti femministi di analisi per vedere i media con un altro sguardo e per sviluppare lo spirito critico. Con dei disegni semplici, a tratti monocolori, l’autrice dipinge la tv che guardiamo, gli stereotipi che introiettiamo inconsapevolmente. Cancel culture, friendzone, femminismo, cultura dello stupro: tutti termini entrati a far parte del linguaggio comune, sui quali la fumettista francese si concentra e riflette. Ogni sentiero percorso sfogliando le pagine di Commando Culotte porta ad una domanda, la domanda per eccellenza: può un uomo essere femminista? 

L’autrice: Mirion Malle

Mirion Malle è una fumettista francese, una femminista e una consumatrice seriale di film e serie tv, come i suoi lettori. Nata nel 1992, Malle condivide con i millennial molti punti  di riferimento culturali: sa perfettamente cosa voglia dire crescere con il modello estetico di Barbie e X-Men. Al tempo stesso, partecipa al dibattito femminista e guarda al mondo applicando le rimostranze di parità e pluralità che lo abitano. Mirion Malle è una splendida divulgatrice, che arriva ai suoi lettori coniugando parole e disegni.

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Maria Ducoli

21 anni, bresciana, studentessa di Lingue, civiltà e scienze del linguaggio a Venezia. Leggo, scrivo, perdo treni e cerco di sopravvivere alla giornata.

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