Diciassette fiabe contro la discriminazione

«C'è una fiaba anche per te», a cura di Boldizsár Nagy M.

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«C'è una fiaba anche per te»

C’era una volta, recita l’inizio di qualsiasi fiaba che si rispetti. Eppure, nella raccolta ungherese C’è una fiaba anche per te, non c’è più spazio solo per ciò che è successo “una volta”. In questa collezione, le storie parlano al presente e si fanno attualissime in un gioco di fantasia e riscrittura che celebra amori, paure e desideri di ogni genere.

Osteggiato in patria fin dalla prima pubblicazione, C’è una fiaba anche per te arriva per la prima volta in Italia edito da Bompiani in collaborazione con Oxfam Italia, che per ogni copia venduta riceverà un euro per finanziare i suoi progetti contro le disuguaglianze nel mondo.

Riscrivere la tradizione

C’è una fiaba anche per te racchiude diciassette storie popolate di personaggi vecchi e nuovi, legati alla tradizione folkloristica ungherese, alle storie mitologiche greche e ai classici romanzi fiabeschi. Un libro «davvero variegato» con principesse che si salvano da sole, streghe che non divorano i bambini, ma amano fare le pasticciere, draghi che non vengono uccisi e animali che si spogliano dei loro connotati tradizionali.

La raccolta nasce dall’appello lanciato a scrittori e poeti dall’artista e attivista ungherese Dorottya Redai: scrivere per i giovanissimi una storia in grado di rappresentare e promuovere l’idea d’inclusione. Tra le svariate proposte, la selezione è ricaduta su diciassette storie di otto esordienti e nove autori già affermati che, senza timore, hanno reso protagonisti «eroi con cui le minoranze e le persone spinte ai margini della società» potessero identificarsi.

Una storia editoriale travagliata

La raccolta di fiabe esce nelle librerie ungheresi il 21 settembre 2020 con una tiratura iniziale di 1500 copie esaurite nel giro di sole due settimane. Poco tempo dopo la seconda edizione di 15 mila copie, il libro subisce attacchi omofobi da parte di politici, suscitando anche la reazione indignata del presidente Viktor Orbán che intima di «lasciare in pace i nostri figli».

L’intervento scatena un violento effetto valanga, tra telefonate minatorie per ritirare la raccolta dal commercio e librerie bollate con cartelli contro la vendita di volumi di «propaganda omosessuale pericolosa per i bambini». Una reazione condannata dall’Associazione degli editori e dei librai ungheresi che arriva ad accusare le parti politiche di intolleranza verso «la diversità dei contenuti dei libri».

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Parlare ai giovani

La travagliata storia editoriale trasforma ben presto il libro in un caso editoriale, mobilitando svariate associazioni di attivisti per promuoverne il contenuto come un segno di speranza per le nuove generazioni. Tradotto in più di undici lingue, C’è una fiaba anche per te (acquista) risuona finalmente anche nelle librerie italiane come un inno di resistenza contro l’oppressione e la discriminazione, lanciando, fin dalla prima pagina, un messaggio forte e chiaro:

Il nostro augurio è che sia i giovani sia i meno giovani possano trovare una o più fiabe capaci di parlare proprio a loro. Fiabe che, come una scia di briciole disseminate nella foresta, possano guidarli dalla parte giusta, qualunque essa sia.

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Costanza Valdina

22 anni, nata a Perugia, studia letteratura americana all’Università Ca’ Foscari di Venezia. La descrivono come un’instancabile lettrice, un’incurabile cinefila e una viaggiatrice curiosa. Negli anni si è innamorata della scrittura e del giornalismo, ispirata dall’ideale che “pensieri e parole possono cambiare il mondo.”

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