In viaggio tra i generi letterari: consigli di libri per tutti i gusti

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L’estate è la stagione per eccellenza dedicata a viaggi e vacanze. Mare, montagna, città d’arte… ce n’è per tutti i gusti. E ce n’è per tutti i gusti anche se si vuole partire per un viaggio tra i generi letterari. La redazione di Letteratura di Frammenti Rivista ha selezionato alcune opere che, secondo noi, sono imperdibili per ogni genere. Fantasy, giallo, horror, western… qual è il vostro genere letterario preferito?

Spy: «La talpa» di John Le Carré

La letteratura di genere è sempre stata considerata letteratura di serie B, scritta solo per intrattenere, ma spesso ha saputo intercettare l’evoluzione della nostra società. È questo il caso de La talpa (1974), romanzo di spionaggio di John Le Carré, ex agente dei servizi segreti inglesi prestatosi alla letteratura, che fino alla fine ha saputo analizzare attraverso i suoi libri i cambiamenti della società inglese e internazionale.

Il romanzo ha per protagonista George Smiley, ex agente segreto costretto alla pensione dopo il fallimento di una missione di spionaggio in Cecoslovacchia da lui coordinata. Anni dopo, l’uomo viene a scoprire che la talpa dei servizi segreti sovietici all’interno del Circus – corpo dei servizi d’intelligence inglesi – collegata al fallimento dell’operazione è ancora attiva. Per stanarla, Smiley non solo dovrà ricomporre la sua vecchia squadra, ma allo stesso tempo confrontarsi con il suo passato, incarnato soprattutto nella figura del suo amico/nemico Bill Haydon.

Ispirato allo scandalo di Kim Philby e dei Cambridge Five – rete di agenti segreti doppiogiochisti che passarono informazioni dei servizi segreti britannici all’Unione Sovietica –, La talpa non solo è un ottimo affresco della Guerra Fredda e delle sue dinamiche politiche complesse, ma allo stesso tempo un’avvincente storia di spionaggio che mette al centro i dilemmi morali dei personaggi e il loro tradimento non solo verso i singoli, ma anche verso degli ideali e una nazione, il Regno Unito, che nel secondo dopoguerra iniziò a perdere la sua influenza a livello mondiale.

Alberto Paolo Palumbo

Fantasy: «Lincoln nel Bardo» di George Saunders

In un’intervista del 2014 George Saunders ammette: «un giorno [potrei] anch’io scrivere un romanzo: ma lo farei tenendo fede alle due parti del contratto: quindi dovrebbe essere veloce e ben strutturato». In quegli anni Saunders è uno scrittore affermato le cui raccolte – come Nel paese della persuasione e Dieci dicembre – sono state pluripremiate ed entrate di diritto nei classici del nostro tempo. Poi nel 2017 – quasi sessantenne – esce il suo primo romanzo: Lincoln nel Bardo. Fin da subito diventa un caso letterario, tanto da vincere il Man Booker Prize e il Premio Gregor Von Rezzori. Un capolavoro che attinge integralmente dall’esperienza postmoderna, senza però dimenticare l’impianto storico.

generi letterari

Il romanzo prende spunto da un fatto di cronaca. All’inizio del 1862 – con il dilagare della Guerra civile – il Presidente Lincoln vive una tragedia familiare: il figlio Willie muore a seguito dell’aggravarsi di una malattia. Si narra che il dolore di Lincoln fosse tale da spingerlo a recarsi nel cimitero, aprire la bara e abbracciare il figlio prediletto. Un romanzo corale che prende a riferimento il Libro tibetano dei morti. I defunti si confessano in un susseguirsi di esperienza personali – come nella migliore tradizione di Edgar Lee Masters – e accompagnano il fanciullo nel viaggio nell’aldilà. Tuttavia, il legame con i vivi è ancora troppo forte e si intesse un dialogo tanto sincero quanto ambiguo fra i due mondi. Un romanzo storico, quindi, che però sfocia nel fantastico mantenendo un forte assetto realista. Una prova di virtuosismo letterario capace di commuovere e divertire con le sue innumerevoli riflessioni.

Lorenzo Gafforini

Thriller: «La stagione più crudele» di Chiara Deiana

In un pomeriggio d’estate, in sella alla bicicletta, Asia s’imbatte nel cadavere di un uomo. Da quel momento, tutto cambia. È in vacanza in campagna, con il padre e la nonna, e la sua migliore amica Matilde non è ancora arrivata. Ma arriverà? Nell’attesa, pur di evitare le vecchiette schierate sulle panchine, inizia la sua solitaria esplorazione dei boschi.

Quell’uomo senza identità, nudo, il cui colore della pelle inizia a mutare, diventa il suo segreto. È D. È una cosa che non rivela a nessuno; per paura, tiene nascosto il ritrovamento del cadavere ma, piano piano, inizia a ingigantirsi e prendere le forma di una bugia inconfessabile:

Continuava a ripetersi che non c’era niente, che si era inventata tutto, ma ogni tanto le tornavano in mente dei dettagli, come la mosca che era volata sull’occhio aperto, e quello era sicura di non averlo potuto immaginare.

L’infanzia le si sgretola tra le mani, l’adolescenza mostra le prime incrinature, resistenze dovute all’incontro con il dolore e la morte. Ma è possibile, dopotutto, sentire la mancanza di un cadavere? Chiara Deiana unisce la complessità umana del thriller alla fresca libertà del romanzo adolescenziale. Per Asia è arrivato il momento di fare i conti con La stagione più crudele, i fatidici mesi estivi che azzerano il passato e alterano, una volta per tutte, il futuro.

Serena Votano

Biografico: «Danza o muori» di Ahmad Joudeh

Danza o muori è un’autobiografia che sembra un pò una fiaba. Il libro racconta la storia di Ahmad Joudeh, palestinese cresciuto da apolide in Siria, da sempre una passione viscerale per la danza. Una passione osteggiata a lungo dal padre, che la considera una disciplina poco virile, ma che è una ragione di vita per Ahmad, da perseguire contro tutto e tutti. Non solo contro il volere paterno, ma anche e soprattutto contro il sanguinario regime dell’ISIS, che bolla la danza come peccaminosa e arriva a minacciare Ahmad di morte.

Il ragazzo decide di sfidare apertamente lo Stato islamico, danzando – ripreso da un reporter olandese – prima sulle macerie del quartiere dove è cresciuto, poi nel teatro romano di Palmira, un luogo dalla sacralità violata dai terroristi, che vi giustiziano i prigionieri. Inoltre, si tatua sul collo, nel punto dove i terroristi colpiscono i prigionieri per decapitarli, la scritta “danza o muori”. Il messaggio è chiaro: Ahmad non intende arretrare. Piuttosto, preferisce morire.

La sua è una storia a lieto fine: notato dal direttore del Dutch National Ballet, il ballerino ha finalmente la possibilità di dare voce alla sua passione ad Amsterdam, dove tuttora vive. Danza o muori non è solo una bella autobiografia, ma anche un invito per ogni lettore a trovare la propria passione, coltivarla e battersi per questa a ogni costo.

Francesca Cerutti

Distopia: «Nuovissimo testamento» di Giulio Cavalli

In un momento di stasi, di sentimenti comunicati per mezzo di uno smartphone, leggere Nuovissimo Testamento di Giulio Cavalli è un buon modo per riflettere su quelle emozioni che a volte non vorremmo avere perché impicciano, rendendoci fragili e vulnerabili. Si tratta di un romanzo distopico che mescola il novecentesco 1984 di Orwell alla recentissima serie Netflix Il racconto dell’ancella, tratta dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood.

Nella cittadina di DF non c’è niente che non sia prestabilito da rigide regole del Governo, dai colori delle case alla dieta. Sono severamente vietate le emozioni, i legami e i desideri. Anzi, sono messi al bando da un vaccino somministrato dalla più tenera età.

Ad un certo punto a DF succede qualcosa: nascono dei piccoli focolai di empatia, partendo dal reparto di Disturbi affettivi dell’ospedale. Se Fausto, Andrea e Angelo si trovano per caso a condividere la stessa camera, la rivoluzione è una scelta. Non appena capiscono che dietro a quel modo di vivere c’è un disegno politico, decidono di rischiare la loro stessa vita per liberare le emozioni. Uno scroscio di empatia e sentimenti vengono riversati a cascata nelle case degli abitanti di DF dalle brigate sentimentali, con l’aiuto della dottoressa Anna Cordio, ideatrice dell’antidoto contro il vaccino. Tra le pagine troviamo il tormento, le emozioni represse, l’anima soffocata dei cittadini di DF. E al lettore viene voglia di vivere, amare e sentire tutto in maniera amplificata.

Maria Ducoli

Fantascienza: «The Long Way. Il lungo viaggio» di Becky Chambers

Il romanzo The Long Way. Il lungo viaggio segue le avventure della protagonista Rosemary all’interno dell’astronave Wayfarer, in compagnia di un equipaggio che accoglie al proprio interno varie specie di alieni senzienti detti sapiens, antropomorfi o meno, umani e intelligenze artificiali. Al contrario della tradizione della fantascienza classica, tuttavia, Rosemary e i suoi compagni non sono intrepidi esploratori di mondi lontani, ma una ben più modesta squadra di operai incaricati di scavare un tunnel nello spazio-tempo per facilitare il trasporto tra i pianeti.

generi letterari

Becky Chambers, cresciuta in una famiglia di scienziati, costruisce nei dettagli un universo coerente e plausibile, ma il punto di forza del romanzo sono i rapporti tra i personaggi. Tra i membri dell’equipaggio si instaurano infatti relazioni basate sul rispetto e sulla tolleranza reciproca, anche tra creature molto diverse tra di loro. Lontano dall’essere un’utopia, il mondo di The Long Way rispecchia pregi e difetti del nostro tempo, eppure l’intera narrazione è pervasa da un cauto ottimismo, con la certezza che lo spirito di cooperazione e la gentilezza abbiano un valore inestimabile.

Tutto quello che puoi fare, Rosemary, tutto quello che ciascuno di noi può fare, è lavorare per essere qualcosa di positivo. È una scelta che ogni sapiens deve fare tutti i giorni della sua vita. Siamo noi a plasmare l’universo. Spetta a te decidere che ruolo giocare.

Francesca Fenaroli

Horror: «It» di Stephen King

Allora vai senza perdere altro tempo, vai veloce mentre l’ultima luce si spegne, vattene da Derry, allontanati dal ricordo… ma non dal desiderio. Quello resta, tutto ciò che eravamo e tutto ciò che credevamo da bambini, tutto quello che brillava nei nostri occhi quando eravamo sperduti e il vento soffiava nella notte […] Sii valoroso, sii coraggioso, resisti. Tutto il resto è buio.

A Derry, una cittadina di provincia del Maine, si respira un’aria sinistra: scompaiono giovani, un terrificante clown fa delle insolite apparizioni e si avvicendano fenomeni inspiegabili. In questa cornice maledetta, le vite di sette bambini si incrociano e si intrecciano indissolubilmente, dando vita al «club dei perdenti»: un gruppo di persone segnate da storie di vita controverse, tutte, per un motivo o per un altro, vittime della discriminazione. La loro comune lotta contro l’emarginazione segnerà il punto d’inizio di una sfida ancora più grande, quella contro la paura. I bambini scopriranno che il male non è solamente un pagliaccio assassino, ma qualcosa di più sconvolgente: è una creatura multiforme e insidiosa, senza nome né identità, voracemente ghiotta dei timori intimi dell’inconscio. Non c’è tempo per tirarsi indietro e non rimane altro che lanciarsi nella disperata ricerca dell’arma per sconfiggere questa oscura ed ignota presenza.

generi letterari

Nelle pagine di It, uno dei romanzi più significativi della sua intera produzione, Stephen King compie un’accurata indagine del male e della paura, tratteggiando con il suo inconfondibile stile ipnotico un ritratto dell’umanità nelle sue sfaccettature più profonde, più scomode, più torbide.

Costanza Valdina

Western: «Oltre il confine» di Cormac McCarthy

Il western è un genere sottovalutato. A pensarci, vengono in mente (tranne qualche eccezione, e tranne Tex Willer) quei film in bianco e nero, lentissimi, dove le pistolettate si alternano alle corse a cavallo, dove lo spazio è poco per ciò che non è la sopravvivenza alla vita. Non così per Cormac McCarthy. Vincitore del premio Pulitzer con il suo Sulla strada, indiscusso erede di Melville e Faulkner, McCarthy vive dove molti dei suoi romanzi sono ambientati, nel Nuovo Messico, a Tesuque. Gestisce un ranch, poche foto lo ritraggono.

generi letterari

Oltre il confine, che fa parte della celebre Trilogia della frontiera, è la storia di Billy, figlio di un allevatore del profondo sud americano. Billy cattura la lupa che minaccia il bestiame della famiglia, ma non la uccide come ordinatogli dal padre: vuole portarla a casa, lì, nel Messico, da dove i lupi americani provengono. Oltre il confine è la storia di questo viaggio, crudo e metafisico insieme.

Un romanzo fatto di immagini potentissime, che alterna ai ritmi lenti della marcia a cavallo, la rapida e spietata ferocia degli incontri che occorrono a Billy, alla lupa, e al fratello Boyd lungo il cammino di ritorno verso una casa che non è la loro. Ecco allora che il classico tema del viaggio si mescola in McCarthy all’ambientazione Western, dando origine ad un romanzo dalla forza espressiva irraggiungibile.

Giovanni Fava

Giallo: «Mozart deve morire» di Max e Francesco Morini

La scrittura dei Morini trova il suo perno in un’ibridazione di comicità e suspense, una sorta di via alternativa al classico schema del giallo, le cui direttrici si “allargano”, inglobando aspetti dal sapore crossmediale. È il caso di Mozart deve morire (Newton Compton, 2021), congegno verbo-visivo intessuto di riferimenti cinematografici, letterari, musicali. Al centro, la figura del grande compositore, spogliata dell’aura sacrale e delle narrazioni sclerotizzate. Una memoria senza storia, la sua, un corpo insepolto cui tornare a dar tregua.

Spetterà al cronista Cherubino Hofner indagare sul caso, in un percorso à rebours fra le pieghe della tradizione, denso di tormenti, invidie, visioni cangianti. I Morini incastrano, come bene sanno fare, le tecniche di genere con quelle dell’indagine “storica” – in bilico tra realtà e licenze creative. Ne esce un giallo quasi gaddiano, in cui non c’è la soluzione e se c’è, allora, è insieme sé stessa e altro.

Ginevra Amadio

Graphic novel: «Anestesia» di Fumettibrutti

Dopo Romanzo esplicito e P. la mia adolescenza trans, il trittico autobiografico firmato Fumettibrutti trova un explicit con questo romanzo a fumetti, edito da Feltrinelli nel 2020. Anestesia si inserisce nella scia ideale di un percorso di transizione che non è visto come cambiamento ma piuttosto fluido, necessario divenire. Tra le pagine dominate dal blu, il peso di un corpo impossibilitato a rappresentare se stesso viene caricato dai passi grossi di un enorme pachiderma e liberato nella sua intrinseca e agognata leggerezza dal volo di tanti piccoli uccelli bianchi. L’elefante nella stanza di Josephine Yole Signorelli si fa più grande dentro le aule di un tribunale, gettata alla mercé di chi le chiede a gran voce di dimostrare che lei, una donna – una femmina vera, di quelle che aspirano a curare una casa e fare tanti, tanti bei figli – è intenzionata a «diventarlo» in tutto e per tutto.

generi letterari

Signorelli ci apre così le porte a un iter burocratico, legale, psicologico e umano che smaschera il vecchiume e l’intolleranza malcelata attraverso cui l’Italia di oggi guarda all’esistenza trans. Dal catcalling alle attenzioni morbose, dagli sguardi carichi di disgusto alle parole avvilenti, dal lavoro al night club all’amore, dal passato al futuro. Le linee essenziali e a tratti primitive di Fumettibrutti rincorrono un io disilluso ma affamato, in un’analisi introspettiva che trova mordente nella spasmodica ricerca di sé.

Carolina Astore

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Immagine di copertina: Photo by S O C I A L . C U T on Unsplash

Redazione MM

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