«Liquefatto»: avvolti dal senso di colpa

La vitale fatica di chi cerca di rimanere a galla

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Liquefatto

Liquefatto è il romanzo d’esordio di Hilary Tiscione, edito da Alessandro Polidoro Editore (2021, pp. 170). Una storia cruda, fatta di una sincerità che non risparmia nessuno, nemmeno la protagonista.

È il racconto di quello che succede quando quel dolore tremendo dentro si dischiude e avvolge tutto il corpo.

La trama di «Liquefatto»

Maddalena vive una vita dissoluta, ha un fidanzato e un amante, si divide tra alcol e droga. Il disagio interiore non la lascia in pace, il senso di colpa è sempre pronto a riemergere in particolari tristi sere.

Romano, il fidanzato, regala a Maddalena due biglietti andata e ritorno per Los Angeles, per lei e Lia. L’amica parla la sua stessa lingua, si intendono alla perfezione, sanno di poter contare l’una sull’altra senza mai giudicarsi. Pochi giorni prima di partire, Maddalena scopre di essere incinta; una nuova vita dentro di lei si fa posto nel soffocante squilibrio dovuto alla sua perenne crisi morale.

È così che faccio un figlio io. Per errore. Nella stretta di un ritaglio di muscoli anestetizzato.

Ho fatto il test di gravidanza dopo dieci giorni di ritardo. Non mi vengono in mente delle righe che siano simili a quelle del test. Posso dire che prima che esploda in un pianto. Sono il rosa delle guance in un momento di ira. Sono il rosa di un volto che si colora per il caldo. Sono il colore delle brutte figure, dell’imbarazzo. Adesso che ci penso bene, mi sembrano vicine al rosso di un semaforo la notte. Il rosso che oltrepassa la garza di un cerotto. Tutti quei rossi che non ti aspetti come il rosso di un graffio che ti sei fatto giocando e ti sorprende quando lo vedi mentre hai il fiatone; […] ti spiazza perché non brucia.

Di chi è il figlio? Non lo sa. Parte comunque. Le due amiche raggiungono Tito, vecchio amico-amante di Maddalena, e i tre personaggi intraprenderanno un viaggio simil on the road americano. Los Angeles diventa Las Vegas, diventa una vita frenetica, diventa l’alcol che Maddalena non dovrebbe bere; diventa il masochismo e le fitte che non si spiega.

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Il senso di solitudine

Nonostante Maddalena sia sempre in compagnia di Lia e di Tito, di Romano e dell’amante, continua a richiudere dentro di sé l’insicurezza e la desolazione data da un senso di solitudine. È come se fosse sempre sola, in ogni occasione: mentre Romano taglia la cocaina, quando arriva a Los Angeles, nel letto con Tito, alla festa in piscina…

Ogni pagina di Liquefatto fa pensare all’epilogo infelice di una donna a cui resta soltanto una strada da prendere, «il dolore tremendo dentro» di cui parla Alda Merini. Ecco che esplode e brucia tutto ciò che circonda Maddalena. E ai suoi compagni di disavventure non resta che contare i pezzi. Rimetterli insieme sarà un’altra storia.

La singolare caratteristica che rende rivoluzionario Liquefatto è la traccia di realismo magico che il lettore riscontra nelle ultime pagine. Sarà l’alcol, sarà l’America, in ogni caso è un viaggio fatto di esperienze condivise a cui non serve dare un significato logico. Lontani dall’apatia di vivere, l’insensatezza diventa una regola per sopravvivere.

Velleità e debolezze

Uno stile di scrittura eufonico, amareggiato, che coinvolge il lettore e gli nega la possibilità di sentenziare sui vari personaggi. Sono quello che sono, nelle loro velleità e debolezze, alla ricerca di un segno o di un approdo felice nella fulvida America: «Bisognerebbe che la vita finisse più spesso per riprenderla».

Una storia in cui i confini si dividono e diventano sempre più liquidi: la realtà è finzione, così come la finzione è realtà. È il senso di colpa alimentato dall’insoddisfazione. La continua ricerca di novità, di soluzioni audaci, è il tentativo che questa donna fa per inventarsi un presente diverso, per sentirsi amata nel suo fragile e stridente modo di esistere.

Un esordio dedicato a chi, ogni giorno, cerca di non soccombere alla vitale fatica di rimanere a galla, per lasciarsi guidare nell’on the road che è il viaggio tra i pensieri di Maddalena. Un viaggio che, nel corso della storia, si fa liquido, fluttuante, nell’ostinata ricerca di sé. Una storia sulle incertezze che Hilary Tiscione non ha paura di rivelare, nero su bianco.

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Serena Votano

Serena Votano, classe 1996. Tendenzialmente irrequieta, da capire se è un pregio o un difetto. Trascorro il mio tempo libero tra le pagine JD Salinger, Raymond Carver, Richard Yates o Cesare Pavese, in sottofondo una canzone di Chet Baker, regia di Woody Allen.

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