«Ragazza senza prefazione», sfuggente e inafferrabile

Storia di un uomo che sogna di poter afferrare la luna

6 minuti di lettura
Ragazza senza prefazione

Ragazza senza prefazione è il romanzo d’esordio di Luca Tosi (TerraRossa Edizioni, 2022), una storia senza tempo e senza speranze, come il peggiore dei vizi.

Se l’intento di questa narrazione è il realismo, Ragazza senza prefazione è una pura boccata d’aria tra le prolisse storie che non hanno più nulla da insegnare ai lettori saturi di amori impossibili.

«Mi chiamo Marcello Travaglini, c’ho ventisette anni e mi sento in gabbia.»

«Ragazza senza prefazione», un volo senza coordinate

Marcello è alienato dalle continue preoccupazioni dei genitori, non ha un lavoro e la sua laurea resta lì, a prender polvere. Perfetto rappresentante di un’intera generazione precaria e disillusa.

Romagnolo, la sua esistenza si agita lontana dalla sprovveduta gioventù tondelliana. Molto più simile al vecchio Alex di Enrico Brizzi, Marcello non è in grado di pensare alla sua vita a lungo termine. Eterno adolescente, sente di dover basare ogni sua scelta sull’istante e sul colpo di fulmine: Lei, appunto.

Lei, ce l’avevo in mezzo al cervello, come un centrino su un tavolo, che sei abituato, sai che è lì e non lo vedi più, in un certo senso. Ma c’è e finisce che, senza che te ne accorgi, un giorno te lo ritrovi in mano.

Quella ragazza vista per caso, rivista, sentita per messaggi. Lui si lascia andare a un’avventura rischiosissima, un volo senza coordinate, pur di stringere tra le sue braccia quella ragazza che, sì, sembra vivere con la testa tra le stelle. È il motivo per cui, dal nulla, Marcello diventa improvvisamente amante delle Voci Bulgare, tanto da comprare due biglietti per il loro concerto solo per poterla invitare e passare una notte con Lei. Finalmente soli, finalmente insieme.

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Diversamente da quanto si potrebbe pensare, non è un romanzo d’amore. È una storia di malintesi, giri a vuoto nella nomade ironia di un futuro che non possiamo prevedere.

Però, c’è una cosa a volte nei libri che le ragazze non hanno, Lei di sicuro non ce l’aveva: la prefazione. Quelle frasi che ti avvisano di un po’ di cose in anticipo, così scegli se andare avanti a leggere, o cambiare libro. L’avessi avuta, con Lei, una prefazione, avrei saputo prima a cosa sarei andato incontro. O è stato meglio senza?

Una generazione che non è ancora sfinita

Eterni adolescenti in fuga, come i personaggi di Andrea Gatti, giovani bisognosi del proprio spazio-dimensione, come nell’esordio di Ferruccio Mazzanti, ragazzi ancora in grado di percorrere una strada che non fa parte di un piano, come nel romanzo di Francesco Spiedo.

Sono questi gli esordi che raccontano la nostra generazione e, confrontandoli, notiamo che ognuno a modo proprio ricerca un sogno che, come un girasole o una luna, si trasforma in missione, nel tentativo di dimostrarsi diversi dai «soliti sfiniti.»

Girano e frullano per le quattro vie del centro, e fan gli aperitivi nei bar, quand’è sera. Si mettono insieme, si lasciano, si mischiano, ma sono sempre gli stessi: i soliti sfiniti. Contenti loro…

No, Marcello in quella trappola non vuole finirci, ed è stanco di accontentarsi di un lavoro per il quale non ha studiato. C’è sempre tempo per la strada comoda – che poi così comoda e facile non è. Per ora ha un altro sogno: afferrare Lei, la luna.

Il coraggio di vivere il rischio

È la storia di Marcello, un ragazzo che, perso tra i suoi pensieri, non perde mai la voglia di camminare lungo una strada agrodolce. Come incontrare un vecchio amico che non vedi da tempo, bere una birra e raccontarsi gli ultimi disagi esistenziali. Quel senso di nostalgia provato al solo pensiero della ragazza, vorresti dirglielo, è solo momentaneo oppure è un’amarezza per la vita. Per tutte quelle cose che speri di aver afferrato, prima di vederle sfumare via dalle dita. 

Con il suo linguaggio diretto come una confessione autentica, Luca Tosi ci mostra un pezzo di un’età in cui la paura di fallire viene esorcizzata con il coraggio di vivere il rischio. Un po’ come cercare di rubare la luna. Un bel sogno di cui mai nessuno si pentirebbe. Sì, ne vale in ogni caso la pena.

Il tempo di una moka sul fornello e il romanzo è terminato, ma rilascia la stessa elettrizzante voglia di rimettersi in pari nella vita. Come Marcello, a tutti è toccata (o siamo stati) la Lei sfuggente che, come nella copertina, un po’ c’è e un po’ si lascia inseguire. In questo senso, è un romanzo consigliato a chi è stanco delle regole, delle aspettative e delle delusioni che avvelenano l’esistenza. Soprattutto, dedicato a chi, come mi piace dire, nella vita più che a Holden si è sempre sentito simile a Franny. Percepibile, ma inafferrabile.

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Serena Votano

Serena Votano, classe 1996. Tendenzialmente irrequieta, da capire se è un pregio o un difetto. Trascorro il mio tempo libero tra le pagine JD Salinger, Raymond Carver, Richard Yates o Cesare Pavese, in sottofondo una canzone di Chet Baker, regia di Woody Allen.

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