Le chicche del Salone del Libro

Case editrici indipendenti e autori da (ri)scoprire al Salone del Libro

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Salone del Libro

Il Salone del Libro di Torino è stato un’esperienza unica e irripetibile per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di parteciparvi. Un programma ricchissimo e vario, tanto che sarebbe impossibile poter descrivere tutto.

Al di là dei grandissimi nomi che stavano sulla bocca di tutti, come autori internazionali del calibro di Valérie Perrin, ci sono alcune chicche che bisogna ricordare. Case editrici, ma anche autori.

Pablo d’Ors al Salone del Libro

Fra le varie presentazioni il Salone del Libro ha ospitato anche Pablo d’Ors. Si tratta, forse, di un nome sconosciuto ai più. A lui è stata riservata la capiente Sala Azzurra, la stessa di André Aciman. Una cinquantina di persone assistono al dialogo con l’Autore che per l’occasione presenta la sua Biografia della luce, edita da Vita e pensiero. Noto soprattutto per il bestseller Biografia del silenzio, d’Ors è sacerdote dal 1991 e fondatore dell’associazione Amici del Deserto, un gruppo dedito alla meditazione.

La presentazione è intima, sincera e profonda. Innanzitutto d’Ors si definisce amico e discepolo, pronto dunque ad ascoltare, capire e dedito al continuo apprendimento. Mentre con la sua prima biografia d’Ors immerge il lettore nell’arte meditava, in Biografia della luce analizza in maniera concreta e attuale i testi evangelici. In particolare, la vita di Cristo diventa un esempio per comprendere la nostra esistenza. Un viaggio, dunque, in cui dobbiamo essere protagonisti; instaurare un dialogo breve e compassionevole con i nostri lati oscuri per raggiungere l’accettazione di sé.

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Così d’Ors diventa Maestro, pronto e disposto a ricambiare un sorriso e una parola di conforto a chiunque lo chieda. Come precisa l’Autore in un’intervista rilasciata a Coverture e tradotta in italiano da Alessandro Burrone: «Il proposito della mia Biografia della luce non è riconciliare ragione e fede, ma piuttosto mostrare che il cammino spirituale è praticabile, che è sensato, che – ne siamo consci o meno –  è ciò che già stiamo cercando».

Stefano Mancuso e la chiave per salvare il pianeta

Nella mattinata di sabato 16 ottobre si è tenuto in Sala Oro l’incontro «La pianta del mondo» con Stefano Mancuso, in collaborazione con Laterza.

Stefano Mancuso è un biologo, botanico e autore di libri di divulgazione scientifica su alberi e ambiente: presso Laterza ha pubblicato L’incredibile viaggio delle piante (2018), La nazione delle piante (2019) e più di recente, a settembre del 2020, La pianta del mondo, titolo da cui ha preso il via il suo incontro.

Gli ultimi cinquant’anni hanno visto il pianeta trasformato in modo irreversibile da due fenomeni. Il primo è l’urbanizzazione, che ha trasformato il genere umano in una specie non più generalistica (ossia in grado di adattarsi a tutti gli ambienti) bensì specialistica, molto brava a sopravvivere all’interno di un ambiente limitato e in condizioni stabili. La seconda è il riscaldamento globale, dovuto ai gas prodotti dalle attività umane, in particolare l’anidride carbonica.

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Per Mancuso, che affronta la crisi climatica e i rischi ad essa correlati da scienziato, la vera differenza a livello di sostenibilità ambientale non dipende dalle buone intenzioni, bensì dai dati, che riportano una tendenza addirittura opposta. Considerando che la concentrazione di anidride carbonica nell’aria è aumentata vertiginosamente negli ultimi decenni e continuerebbe ad aumentare anche se vi fosse una transizione ecologica improvvisa e totale, resta solo una via d’uscita, in grado di invertire questa tendenza in modo concreto: gli alberi.

Gli alberi salveranno il mondo

Il mondo vegetale è l’ambito su cui si concentrano i saggi di Mancuso, che raccontano in modo puntuale, eppure accessibile, curiosità e pillole di storia della botanica. Fare divulgazione intorno agli alberi però non è per Stefano Mancuso una questione di intrattenimento, né tantomeno di estetica: lungi dal cavalcare l’onda del greenwashing che imperversa in altri settori, i suoi libri hanno come intento quello di portare consapevolezza su come, grazie agli alberi, possiamo e dobbiamo salvare il pianeta.

Si pensa ancora troppo spesso a spazio urbano e spazio naturale come a entità separate: nello stesso Salone del Libro, ha fatto notare Mancuso, le piante sono totalmente assenti. Più studi hanno invece dimostrato come lavorare e studiare in presenza di piante porti benefici alla salute e alla produttività, oltre a dare un piccolo ma grande contributo a mitigare gli effetti devastanti che l’attività umana ha avuto sulla Terra.

ABEditore

Tra gli stand del padiglione Oval del Salone del Libro colpisce quello di una realtà decisamente più piccola rispetto agli spazi espositivi dei grandi gruppi editoriali, eppure capace di conquistare il pubblico grazie a un’offerta fatta di contenuti particolari e curati in ogni dettaglio. Parliamo di ABEditore, piccola casa editrice con sede a Milano che pubblica storie brevi e classici “ritrovati” dalle atmosfere gotiche e vittoriane.

I libri editi ABEditore sono prodotti in modo da appagare i sensi del lettore, a partire dalla carta di qualità color avorio sulla quale sono stampati, proveniente dalle cartiere di Fabriano. Altrettanto curata è la veste grafica, che in molti casi include anche illustrazioni in bianco e nero a tutta pagina.

Le proposte ABEditore al Salone del Libro

Il protagonista dello stand di ABEditore al Salone del Libro è stato Grimorio, parte della collezione «Ombre e creature»: una raccolta di racconti incentrati sulla figura della strega a cura di Antonella Castello e Federica Marsili con prefazione di Giulia Ciarapica. Presentato sia in veste standard che all’interno di un pregiato “pack” comprendente anche cartoline e illustrazioni a tema (andato esaurito già nei primi giorni di Salone), Grimorio raccoglie racconti e testimonianze su questa figura a metà tra realtà e leggenda, dal valore sociale rilevante anche al giorno d’oggi.

ABEditore propone, oltre ai volumi veri e propri, anche progetti editoriali come l’Imbustastorie, una serie di storie brevi presentate su fogli sciolti con effetto invecchiato, inseriti all’interno di vere e proprie buste. I temi dell’Imbustastorie spaziano da fiabe e leggende di tutto il mondo alle “Pagine d’autore”, dedicate a piccoli capolavori dei grandi della letteratura.

WoM edizioni

Tra le centinaia di stand presenti al Salone è difficile emergere. C’è di tutto, dalle piccole alle grandi case editrici. Bisogna prestare attenzione e girare con grande pazienza i vari padiglioni. Tuttavia, a volte, basta essere semplicemente attratti dalla fattura di un determinato libro. Ci sono vesti editoriali che catturano inevitabilmente la nostra attenzione. Questo è il caso di WoM Edizioni – acronimo di Word Of Mouth – di Milano.

La casa editrice, nata recentemente, ha all’attivo cinque titoli. Fra gli ultimi libri ci sono Uccidiamo lo zio di Rohan O’Grady, definito da Donna Tartt come «oscuro, stravagante, sorprendente, molto in anticipo sui tempi». Ogni libro del catalogo ha in copertina un foro, una sorta – per usare le parole di WoM – «di oculo-spioncino, da cui poter (metaforicamente) sbirciare il Mondo». In ogni copia, poi, viene riportato con grande attenzione l’elenco dei materiali utilizzati. Un prodotto di grandissima qualità sia per quanto riguarda la produzione che per la scelta dei titoli. Ultimo libro edito, però, è Confessioni di un omosessuale a Émile Zola.

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Una confessione scandalosamente sincera scritta da un aristocratico italiano all’autore francese con l’intento di invitarlo a scrivere un romanzo sull’omosessualità. Inoltre, per ricreare le atmosfere e le sensazioni del racconto, il libro è corredato delle stupende fotografie di Wilhelm von Gloeden. Una realtà unica nel suo genere che riesce a distinguersi senza difficoltà nel panorama editoriale. Già in pochi mesi è riuscita a conquistarsi la fiducia dei lettori grazie alle sua attenzione e cura. Adesso non rimane altro che riscoprire tutti i titoli in catalogo e aspettare le prossime novità.

L’impegno civile di Navarra Editore

Tra gli stand del Salone del Libro trova spazio anche Navarra Editore, una casa editrice indipendente di Palermo. La casa editrice vanta pubblicazioni di professori universitari dell’Università degli Studi di Palermo. In particolar modo lavora su letteratura e linguistica, ma non manca anche la narrativa.

La caratteristica peculiare della linea editoriale di Navarra è l’impegno civile. Infatti, saggi e narrativa sono incentrati su problemi legati alla mafia – presso lo stand si trovava anche una shopper con l’effigie di Peppino Impastato – che riguardano tutti. Il territorio siciliano è solo il punto di partenza per questa casa editrice. Per favorire il dibattito riguardo a questi temi, Navarra Editore organizza anche letture, festival ed eventi culturali.

Presso lo stand è stato possibile anche dialogare con Giankarim De Caro, autore che ha pubblicato diversi titoli per Navarra. Spicca, tra quelli che ha voluto raccontarci, Fiori mai nati, che tratta di un bambino coinvolto suo malgrado nel mondo della mafia. È una storia vera che è valsa anche diverse problematiche all’autore, rivendicazioni mafiose che ha dovuto affrontare con coraggio e amore per l’impegno civile dietro la letteratura.

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Silvia Argento

Nata ad Agrigento nel 1997, ha conseguito una laurea triennale in Lettere Moderne e una magistrale in Filologia Moderna e Italianistica. È una tuttofare nell’ambito della letteratura e scrittura: docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e redattrice per vari siti di divulgazione culturale e critica musicale. Svolge anche il ruolo di editor e copywriter. È autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità». Come dice il suo autore preferito, la vita è una cosa troppo seria per essere presa sul serio e quindi attenzione: può contenere sarcasmo.

Lorenzo Gafforini

Classe 1996. Nel 2020 si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Brescia. Ha pubblicato cinque raccolte di poesie e due racconti.

Francesca Fenaroli

Classe 1997, laureata in Scienze dei Beni Culturali e studentessa di Editoria a Milano. Si occupa, tra le altre cose, di intrattenimento, cultura popolare e narrativa di genere. Umberto Eco sarebbe fiero di lei, o almeno così le piace pensare.

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