Richard Powers racconta lo «Smarrimento» del mondo di oggi

Il ritorno sulle scene di Richard Powers

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smarrimento

Smarrimento (La nave di Teseo, 2021) segna il ritorno sulle scene di Richard Powers, già vincitore del Booker Prize for Fiction nel 2019 con Il sussurro del mondo. Nel suo tredicesimo romanzo Powers riprende la conversazione laddove l’aveva lasciata, integrando vicende di formazione individuali e familiari con le tematiche di respiro molto ampio dell’eco-fiction, filone letterario che mette al centro il rapporto tra uomo e natura alla luce della crisi climatica in corso. A cambiare è invece lo sguardo autoriale, che appare invece molto più disincantato.

Il sussurro del mondo affiancava all’istanza ambientalista un’appassionata celebrazione del mondo vegetale e un moto di speranza dato dal modello di cooperazione che esso segue. Al contrario, come suggerisce il titolo, Smarrimento affronta, attraverso la voce narrante del protagonista, le vicissitudini di un padre e di un figlio contro le forze implacabili di un mondo ormai in rovina.

«Smarrimento»: la trama

Ambientato nell’America del prossimo futuro, Smarrimento segue Theo Byrne, un astrobiologo alle prese con la recente perdita della moglie Aly, una carismatica attivista ambientalista morta in un incidente stradale, e il figlio Robin, un bambino di nove anni con difficoltà comportamentali e una passione, ereditata tutta dalla madre, per gli animali in via di estinzione.

Restio ad accettare le diagnosi ipotizzate dai medici per Robin, che includono autismo, ADHD e disturbo ossessivo-compulsivo, Theo cerca di calmare suo figlio riportandolo a contatto con la natura e facendogli coltivare in ogni modo i suoi interessi. Tuttavia la situazione si aggrava, al punto da mettere in pericolo il suo stesso ruolo di padre. Theo accetta l’invito da parte di un amico scienziato di sottoporre Robin a un trattamento sperimentale per cui Aly stessa aveva fornito un contributo. Il trattamento è un training che riproduce le emozioni di altre persone modificandone i percorsi neurali per mezzo dell’intelligenza artificiale.

Il trattamento ha effetti sorprendenti su Robin, che imita sempre di più sua madre e raggiunge un nuovo equilibrio emotivo. Il training gli consente di concentrarsi sulla difesa delle specie animali in pericolo con una forza e una maturità eccezionale. Tuttavia, mentre Robin porta avanti le sue battaglie, il mondo precipita sempre più nel caos.

Nuovi mondi immaginari

L’astrobiologia, ossia la branca della scienza che si occupa di raccogliere, elaborare dati e fare speculazioni sulle possibilità e le condizioni di vita su altri pianeti, permea Smarrimento. Questa è inserita in un contrasto fortissimo e crudele con l’unico mondo al momento disponibile, impegnato a collassare su se stesso a velocità accelerata. Ma la continua produzione di mondi è anche e soprattutto parte del lessico famigliare di Robin e Theo. I capitoli di Smarrimento sono infatti intervallati da una serie di intermezzi ambientati in pianeti immaginari. Diventano un equivalente futuristico delle fiabe della buonanotte che Theo racconta al figlio per tranquillizzarlo, o nei momenti migliori un punto di contatto, una narrazione che i due costruiscono insieme.

Dal punto di vista narrativo questi intermezzi hanno una natura certamente peculiare, che sembra a un primo sguardo segnare un arresto rispetto all’andamento della storia. Eppure, a un’analisi più approfondita, i dettagli dei diversi pianeti rivelano che i mondi costruiti da Robin e Theo rispecchiano gli avvenimenti appena vissuti dai protagonisti.

Lo capii, là sul margine dell’oscurità: aveva visto l’incontaminato cielo notturno. Aveva ammirato le stelle come nessun altro avrebbe mai fatto sulla faccia della Terra. Aveva visto il cambiamento e il tempo, i cicli e la diversità. La matematica e le storie, innumerevoli, astruse e varie come le costellazioni sullo sfondo nero. Mi chiamò, da oltre il confine permanente dell’oscurità. Papà. Papà! Non hai idea. Ma io ero bloccato nella luce e non riuscivo ad attraversare.

Entra in gioco una componente allegorica, che fa tratti eco a Le città invisibili di Calvino ma strizza l’occhio anche alla tradizione del racconto breve di genere fantascientifico. Se è vero che la scrittura di Powers si esprime al suo meglio nelle descrizioni magniloquenti della natura terrestre, lo stupore giocoso che contraddistingue i paesaggi alieni segue a ruota.

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«Smarrimento»: una distopia a bassa intensità

Il futuro prossimo in cui è ambientato Smarrimento ricalca quasi punto per punto le disgrazie che hanno afflitto e continuano ad affliggere il nostro presente. A partire dalla discesa lenta ma inesorabile degli Stati Uniti nell’autoritarismo per colpa di un presidente fin troppo affezionato a Twitter (che, per fortuna solo nella finzione romanzesca, è stato confermato per un secondo mandato) si arriva a una perdita di fiducia collettiva nella scienza e un’epidemia scatenata da un salto di specie dagli animali da allevamento agli umani.

Il romanzo suscita insomma un senso di claustrofobia anche fin troppo accentuato. Ricalca l’esperienza di vita non tanto reale quanto virtuale degli ultimi anni nel suo impilare tematiche come l’impotenza dinanzi agli eventi, l’esposizione dei bambini alla crudeltà del mondo e il senso di urgenza dato da una situazione ormai sfuggita di mano. Eppure, forse proprio perché si basa su sentimenti così noti, la distopia elaborata da Powers è molto meno provocatoria di quanto voglia sembrare.

I riferimenti al mondo reale

Smarrimento è carico di riferimenti a personalità e istituzioni del mondo reale – Donald Trump, Greta Thunberg e le conferenze TED, per citarne alcuni – sotto pseudonimo. Questo è un espediente di natura più satirica che letteraria, che finisce per provocare un effetto di straniamento nel lettore. Non si traduce mai in un discorso più articolato e diluisce persino la causa ambientalista per la quale Powers stesso nutre un sincero interesse. Allo stesso modo, proprio come i protagonisti, siamo costretti ad assistere al collasso ambientale e politico della società dal punto di vista degli statunitensi. Questo senza che ad altre nazioni o culture sia dato un diritto di parola o la possibilità di costruire delle alternative, nemmeno per mezzo di menzioni en passant. D’altronde si dice che “se cade l’America cade il mondo”, ma è proprio il protagonista a suggerirci che possono esistere altri mondi.

Ricordi artificiali

Gli elementi di speculazione in Smarrimento si concentrano, oltre che nelle coordinate cronologiche della narrazione, nella tecnica del “neurofeedback codificato“. Questa finzione letteraria richiama nel suo funzionamento le ricerche condotte sui neuroni specchio, una delle ultime frontiere delle neuroscienze. Grazie al neurofeedback, la mente di Robin si affina sempre di più, guidata dalla presenza degli stati emotivi della madre ormai defunta.

Il Currier Lab stava esaminando ciò che veniva definito “neurofeedback decodificato”. Assomigliava all’ormai superato biofeedback, ma con l’imaging cerebrale per un feedback mediato da IA in tempo reale. Un primo gruppo di soggetti –i “bersagli”–entravano in stati emotivi in reazione a stimoli esterni, mentre i ricercatori scansionavano regioni pertinenti dei loro cervelli usando la risonanza magnetica funzionale. I ricercatori poi scansionavano le stesse regioni cerebrali di un secondo gruppo di soggetti –i “tirocinanti”–in tempo reale. L’IA monitorava l’attività neurale e trasmetteva segnali uditivi e visivi per pilotare i tirocinanti nella direzione degli stati neurali preregistrati dei bersagli. In questo modo, i tirocinanti imparavano ad avvicinarsi ai modelli di eccitazione nei cervelli dei bersagli, e, apprezzabilmente, cominciavano a riferire di avere emozioni simili.

Powers riesce a rendere credibile questo elemento della narrazione, ma resta irrisolto un nodo molto delicato. Appare strana la diffidenza di Theo nei confronti della medicina e delle terapie tradizionali per Robin. L’implicazione che un uomo di scienza possa rifiutare di far diagnosticare ufficialmente suo figlio e fargli iniziare un percorso di terapia per sottoporlo invece a un trattamento sperimentale dagli effetti non ancora del tutto documentati riporta alla mente scenari che sono tristemente conosciuti.

Un tributo alla fantascienza

Theo e Robin, nel corso di Smarrimento, leggono e citano più volte un classico della fantascienza: Fiori per Algernon di Daniel Keyes, un altro testo che affronta al proprio interno la tematica dei trattamenti neurologici sperimentali. In un certo senso, specialmente se si ha già familiarità con il genere, l’intero romanzo sembra ricalcare nella trama il libro di Keyes, dalle premesse al climax fino alla conclusione. Il romanzo è debitore anche di altri capisaldi del genere, tra tutti La strada di Cormac McCarthy e i racconti brevi di Ted Chiang.

Richard Powers non è d’altronde nuovo a questi temi. Per citare solo un esempio, Smarrimento è entrato nelle librerie italiane in contemporanea a una riedizione di Galatea 2.2. Sempre ad opera de La nave di Teseo, l’opera è una rivisitazione in chiave futuristica del mito di Pigmalione e Galatea. Inserendosi nel solco di romanzi di recente uscita come Klara e il Sole di Kazuo Ishiguro o Capelli, lacrime e zanzare di Namwali Serpell, Smarrimento amalgama elementi di speculazione con una narrazione ascrivibile invece alla narrativa generale.

Il protagonista stesso del romanzo, Theo, è stato un appassionato lettore di fantascienza prima di intraprendere la carriera scientifica. Ha sempre conservato lo stesso senso di meraviglia nei confronti dei mondi immaginati all’interno di quei romanzi e lo applica ai suoi studi in astrobiologia e alle storie raccontate a Robin. L’immaginazione fantascientifica si riconferma, in Smarrimento, un modo non solo di scappare dal mondo reale, ma anche di riuscire a decifrarlo con maggiore lucidità e immaginare nuove possibili alternative.

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Francesca Fenaroli

Classe 1997, laureata in Scienze dei Beni Culturali e studentessa di Editoria a Milano. Si occupa, tra le altre cose, di intrattenimento, cultura popolare e narrativa di genere. Umberto Eco sarebbe fiero di lei, o almeno così le piace pensare.

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