Dal 27 febbraio all’1 marzo 2026, la Stazione Leopolda di Firenze si è trasformata in un’immensa officina di carta, idee e parole: è andata in scena TESTO – Come si diventa un libro, la fiera dedicata all’editoria contemporanea che quest’anno ha raggiunto la sua quinta edizione.
Il titolo stesso di questa edizione suggerisce un percorso, quasi una trasformazione. E camminando tra gli stand delle case editrici, piccole e grandi, indipendenti e consolidate, abbiamo avuto la sensazione che quel diventare riguardasse anche noi tutti. I libri diventano qualcosa nel momento in cui li incontriamo. E noi diventiamo qualcosa mentre li leggiamo.
Un festival o una fiera?
Organizzato da Pitti Immagine in collaborazione con Stazione Leopolda e ideato dalla storica libreria indipendente Todo Modo, l’evento ha accolto 169 case editrici, più di 180 autori e autrici internazionali e quasi 200 appuntamenti tra presentazioni, incontri, panel, seminari e performance narrative.
Il tema di questa edizione è stato “ESTRO”, un invito a guardare l’editoria come un atto creativo, audace, spesso imprevedibile; parte di un ecosistema culturale vivo, in cui si intrecciano storie, visioni e riflessioni sulla contemporaneità. Una parola che ha a che fare con l’intuizione, con l’azzardo, con quella scintilla che precede ogni progetto culturale. In un momento storico in cui si parla molto di crisi dell’editoria, di numeri, di algoritmi, di attenzione frammentata, qui abbiamo percepito un’altra energia: quella di chi continua a credere nel libro come spazio di complessità.
Ascoltando gli incontri, ci ha colpito quanto spesso tornasse la parola responsabilità. Responsabilità di chi scrive, di chi pubblica, ma anche di chi legge.
Sette stazioni per raccontare il libro
L’allestimento di TESTO si articola in sette “stazioni” tematiche – dal manoscritto al lettore –, ciascuna pensata come un capitolo di un viaggio che svela come un’idea diventi un libro ma attraversi anche le relazioni con il lettore. Percorsi, laboratori e talk invitano il pubblico non solo a osservare ma a partecipare attivamente, stimolandone curiosità, domande e immaginazione.
TESTO torna così a porsi come laboratorio, piazza e manifesto, mettendo in luce la polifonia delle voci che animano l’oggi culturale e offrendo uno sguardo critico e creativo su ciò che significa – appunto – diventare un libro.




Voci che rimangono nel tempo
Gli incontri hanno abbracciato una pluralità di sguardi: dallo scrittore Kader Abdolah, che ha dialogato sui temi dell’esilio, della memoria e della poesia come casa spirituale, presentando il suo libro sulla figura di Rumi, alla presenza di nomi internazionali e riflessioni che connettono letteratura e mondo contemporaneo. Non sono mancati momenti di riflessione sulla natura e la crisi climatica attraverso il dialogo tra profili più tecnici e scrittori, allacciando tra loro narrazioni ambientali e letterarie; o visite ai significati più profondi del gesto di scrivere e tradurre, leggere e pubblicare, custodire un testo. Abbiamo partecipato anche all’incontro con lo scrittore Mircea Cărtărescu, in dialogo con Pablo Maurette: sono stati momenti intensi in cui l’autore pluripremiato si è soffermato sull’origine della poesia e della letteratura; e di quanto la prima sia necessaria per la comprensione e la conoscenza del mondo.
Non sono mancati gli incontri anche con gli emergenti, come quello relativo alla stazione Il racconto con Ruska Jorjoliani (Italo Svevo), Giulia Scomazzon (nottetempo) e Luca Tosi (TerraRossa); che ci hanno raccontato come si prosegue la carriera dopo l’esordio e l’ispirazione che ha dato alle loro opere la potenza necessaria per accreditarsi.
Perché continuiamo a leggere?
Uscendo dalla Leopolda, con una borsa più pesante e la testa piena di appunti, ci siamo chiesti perché eventi come questo siano ancora necessari. Forse proprio perché il libro non è più scontato. Perché oggi leggere è una scelta controcorrente, un atto gentile ma pur sempre un atto di resistenza.
Diventare un libro – per chi scrive – è un processo lungo, fragile, che necessita del lettore. Così come diventare lettori è un percorso che non finisce mai.
Non abbiamo grandi editori alle spalle. Gli unici nostri padroni sono i lettori. Sostieni la cultura giovane, libera e indipendente: iscriviti al FR Club!

