Il calcio non vive soltanto sul campo ma anche nelle pagine di chi ha saputo trasformarlo in racconto. La Serie A è da sempre una miniera di storie, in un contesto dove mutano continuamente le gerarchie di classifica. Di questi tempi è la volta di Inter, Roma, Juventus e Milan, come testimoniano le quote sulla vincente della Serie A e come si evince anche dalle analisi delle prime giornate del campionato in corso. Ecco allora cinque libri, tra romanzi e saggi, che aiutano a capire il calcio italiano al di là del semplice risultato. Nessuna biografia di campioni: solo grandi narrazioni, capaci di trasformare partite, tifoserie e idee in pagine che restano. Perché il pallone, come ogni fenomeno popolare, si comprende meglio quando qualcuno lo sa raccontare.
La partita, di Piero Trellini
Pubblicato da Mondadori nel 2019, La partita. Il romanzo di Italia-Brasile ricostruisce nei minimi dettagli la sfida del Sarrì del 1982, quella della tripletta di Paolo Rossi che eliminò il Brasile più spettacolare di sempre. Trellini intreccia cronaca, aneddoti e destini personali in oltre novecento pagine che si divorano come un thriller, allargando lo sguardo ben oltre i novanta minuti. Un libro nato dall’amore viscerale per quella partita, che è riuscito a imporsi come uno dei titoli sportivi italiani più celebrati degli ultimi anni e conquistando anche chi, di solito, con lo sport ha poco a che fare.
Azzurro tenebra, di Giovanni Arpino
Considerato da molti il più bel romanzo italiano sul pallone, Azzurro tenebra (1977) racconta la fallimentare spedizione della Nazionale al Mondiale del 1974. I personaggi sono formalmente inventati, ma trasparenti: dietro di loro si riconoscono Bearzot, Riva, Facchetti e lo stesso Gianni Brera. Arpino, spesso di casa al premio Strega, era presente come inviato, usa una disfatta sportiva per fotografare l’Italia inquieta di quegli anni, in un libro dallo stile letterario altissimo che non ha quasi nulla di inventato, come ammise perfino chi c’era davvero.
Storia critica del calcio italiano, di Gianni Brera
Impossibile parlare di cultura calcistica italiana senza Gianni Brera, il giornalista che ha inventato buona parte del linguaggio con cui ancora oggi raccontiamo questo sport, dal “libero” al “centrocampista”. La sua Storia critica del calcio italiano è un saggio appassionato e volutamente polemico, che ripercorre decenni di partite, tattiche e personaggi con uno stile inconfondibile, fatto di prosa ricercata e giudizi taglienti. Una lettura di riferimento per chi vuole capire da dove arriva il nostro modo di intendere il pallone, con pagine che restano attuali nonostante siano passati decenni dalla loro stesura.
I furiosi, di Nanni Balestrini
Uscito nel 1994, I furiosi è un romanzo breve e ingiustamente poco noto dedicato al mondo delle curve. Balestrini, tra i massimi esponenti della neoavanguardia, rinuncia alla punteggiatura per immergere il lettore nel gergo degli ultras, raccontando lo scontro tra le frange rossonere del Milan e i tifosi del Cagliari. Un ritratto crudo e sperimentale di una parte del tifo italiano che le cronache raccontano spesso solo dall’esterno, e che qui viene invece osservata da dentro.
La gioia fa parecchio rumore, di Sandro Bonvissuto
Chiudiamo con un libro più recente, La gioia fa parecchio rumore (Einaudi, 2020), in cui Sandro Bonvissuto canta l’amore assoluto e un po’ irrazionale per la propria squadra. È la lettura giusta per chi cerca meno statistiche e più emozione, e per ricordarsi perché, in fondo, ci si affeziona a undici sconosciuti in maglietta. Cinque letture diverse tra loro per tono e stile, ma con un punto in comune: raccontano il pallone come specchio della vita, e non come semplice cronaca di gol. Un modo diverso, e forse più profondo, per vivere la passione anche quando il campionato tace.

