Astolfo e il coniglio lunare

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«Astolfo e il coniglio lunare» di Simona Rosso

Il paladino Astolfo era giunto da poco sulla luna per completare la sua missione, eppure, in mezzo a quella marea di oggetti dimenticati, era già in preda allo sconforto. Sapeva di non essere il più forte, né il più coraggioso, e non brillava certo per arguzia. Sarebbe stato davvero in grado di trovare il senno di Orlando, lui che finora era sopravvissuto solo grazie alle armi magiche?

Girovagando, scorse in lontananza un coniglietto bianco che stava impastando uno strano composto in un mortaio. Un altro malcapitato come lui magari avrebbe potuto dargli qualche indicazione, forse c’era una speranza! Quella sensazione di conforto, però, durò ben poco, perché l’animaletto non aveva davvero peli sulla lingua.

«Devo essere onesto con te, non mi sembri affatto abile con la spada».

«Ma come ti permetti? Sei un coniglio, cosa ne sai? Ho bisogno di aiuto, non certo di qualcuno che si metta ad infierire!» sbottò il paladino, stizzito.

«Lo so, non sono morto in battaglia, mi sono fatto mangiare» rispose il coniglio. «Eppure non rimpiango questo sacrificio, perché grazie a me un povero viandante è sopravvissuto un giorno in più. Tu però non hai la stessa convinzione, non ti è forse chiaro ciò per cui stai combattendo?»

Astolfo lo sapeva bene, ma non era per niente preparato. Orlando non era il solo ad essersi invaghito di Angelica, la giovane aveva stregato mezzo esercito carolingio e anche alcuni Saraceni! Per non parlare di tutti quegli incontri soprannaturali: maghe, arpie, ippogrifi, cos’altro poteva succedergli ancora? Forse qualcosa che avrebbe mandato tutto in malora?

Dopo aver ascoltato il suo sfogo, l’animale ribatté: «Quando ho deciso di sacrificarmi per quel viandante, non avevo ricevuto nessun addestramento, niente mi aveva preparato per quel momento. Ma quando mi sono trovato di fronte a quel bivio, non ho avuto dubbi, la risposta mi è apparsa sin da subito chiarissima: dovevo salvare una vita, a qualunque costo. Per cosa rischieresti la vita senza esitare?»

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Redazione MM

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