Slam Dunk e i suoi fratelli: i grandi manga dedicati al basket

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Pochi sport hanno trovato nel manga un terreno narrativo altrettanto fertile quanto la pallacanestro. Partite, rivalità, allenamenti e crescita personale si prestano alla struttura dello spokon, il genere giapponese dedicato alle discipline sportive, e nel corso degli anni il basket è diventato protagonista di alcune delle serie più celebri del fumetto nipponico.

Sebbene la sua diffusione non sia minimamente paragonabile a quella del calcio, anche in Italia la palla a spicchi ha fatto i suoi proseliti e non si parla solo di NBA. L’occhio cade inevitabilmente anche sul proprio movimento nazionale, in particolare per quanto riguarda non solo le previsioni sulla Serie A1, ma anche le quote sulla Serie A2 di basket o l’Eurolega, che coinvolge ovviamente pure squadre provenienti dallo Stivale. Osservando però quelli che sono i grandi manga rivolti al basket, è impossibile non partire da Slam Dunk, opera di Takehiko Inoue capace di trasformare una squadra liceale in un fenomeno internazionale.

Pubblicato su Weekly Shōnen Jump dal 1990 al 1996, Slam Dunk è composto da 276 capitoli raccolti originariamente in 31 volumi. La vicenda segue Hanamichi Sakuragi, studente e teppista con una lunga serie di rifiuti sentimentali alle spalle, che si avvicina al basket per conquistare Haruko Akagi.

La precisione con cui Inoue rappresenta movimenti, fisicità e tensione delle partite è uno degli elementi che hanno contribuito alla fama della serie. Slam Dunk ha avuto anche un ruolo significativo nella diffusione della pallacanestro in Giappone e ha generato un anime televisivo di 101 episodi trasmesso tra il 1993 e il 1996. In Italia il manga è arrivato nel 1997 e ha conosciuto diverse edizioni, fino alla versione in 20 volumi pubblicata da Panini Comics tra il 2019 e il 2021. A livello internazionale si conta anche un film uscito nel 2022 in Giappone (in Italia nel 2023) e prodotto dallo stesso autore, anche se non ha raccolto i medesimi giudizi positivi.

Inoue è tornato sul basket con Buzzer Beater, progetto inizialmente pubblicato sul web e successivamente serializzato su Monthly Shōnen Jump. Qui la pallacanestro viene trasferita in un contesto fantascientifico: il giovane Hideyoshi viene coinvolto nella costruzione di una squadra terrestre destinata a competere nella Lega Intergalattica. L’opera è molto più breve di Slam Dunk, con quattro volumi pubblicati tra il 1997 e il 1998, ma conserva l’attenzione dell’autore per ritmo, tecnica e dinamica di squadra.

Un’altra opera fondamentale dello stesso autore è REAL, serializzata su Weekly Young Jump a partire dal 1999. Il punto di partenza è ancora il basket, ma in una forma differente: la storia ruota attorno al basket in carrozzina e a tre ragazzi le cui vite vengono segnate da esperienze traumatiche, disabilità e difficoltà personali. Il manga affronta quindi il rapporto con il corpo, la riabilitazione e la possibilità di ricostruire la propria identità attraverso lo sport. Ad oggi sono stati pubblicati 17 volumi.

Tra i titoli più conosciuti figura poi Kuroko no Basket, pubblicato da Shūeisha su Weekly Shōnen Jump dal 2008 al 2014. Tadatoshi Fujimaki racconta la squadra del liceo Seirin e il rapporto tra Tetsuya Kuroko e Taiga Kagami, mettendo al centro la cosiddetta “Generazione dei Miracoli”, un gruppo di giocatori considerati fenomenali già ai tempi delle scuole medie. La serie si è conclusa con 30 volumi e ha avuto un anime televisivo articolato in tre stagioni.

Di impostazione più classica è Dear Boys di Hiroki Yagami, iniziato nel 1989 su Monthly Shōnen Magazine. La prima serie conta 23 volumi e segue il percorso della squadra di basket del liceo Mizuho, impegnata nella conquista del campionato della prefettura. La storia è proseguita con diverse serie collegate, tra cui Dear Boys Act II, Act 3 e Act 4, trasformando il manga in una delle saghe sportive più longeve dedicate alla pallacanestro.

Negli anni Novanta si colloca anche Harlem Beat di Yuriko Nishiyama, serializzato su Weekly ShōnenMagazine dal 1994 al 2000 e raccolto in 29 volumi. Il protagonista Toru Naruse parte dal basket di strada e dal confronto con gruppi di giocatori di streetball, prima di approdare al basket scolastico. La serie combina quindi cultura del playground, rivalità e formazione sportiva, fotografando un’epoca in cui il basket di strada esercitava una forte attrazione tra i giovani.

A questi titoli si aggiunge Ahiru no Sora di Takeshi Hinata, iniziato nel 2003 su Weekly Shōnen Magazine. Il protagonista Sora Kurumatani è un ragazzo di bassa statura che cerca di affermarsi attraverso il basket e affronta una squadra scolastica inizialmente lontana dall’essere competitiva. La serie ha raggiunto 51 volumi e nel 2019 è stata adattata in un anime di 50 episodi.

Redazione MM

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