Tra memoria e rinascita: il coraggio di attraversare le bufere

«Attraverseremo le bufere» di Anne-Laure Bondoux

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«Attraverseremo le bufere» di Anne-Laure Bondoux

Ogni vita è segnata da momenti di cambiamento, difficoltà e passaggi che mettono alla prova il modo in cui guardiamo noi stessi, la nostra famiglia e il mondo che ci circonda. Attraverseremo le bufere di Anne-Laure Bondoux (Edizioni E/O, 2025), un romanzo che riflette proprio su questi momenti, raccontando il rapporto tra passato e presente, tra fragilità e capacità di resistere. L’autrice costruisce una saga familiare che si snoda dall’alba dello scoppio della Grande Guerra nel 1914 fino al 2022. Negli alti e bassi della Storia un narratore anonimo segue i passi, gli inciampi, le cadute di quattro generazioni di uomini di una famiglia della regione francese del Morvan, per restituirli a un misterioso interlocutore, Saule, e al lettore. Una storia in cui «tra quelle due epoche vedrai vivere lì quattro generazioni di una famiglia tormentata da segreti e da morti privi di sepoltura. Tra quelle due epoche attraverseremo le bufere».

La memoria del passato: tra storia individuale e Storia collettiva

Uno dei temi centrali del romanzo è il rapporto tra la Storia, intesa come il grande corso degli eventi collettivi, e la storia, quella personale del singolo individuo. In Attraverseremo le bufere la Storia non fa solo da sfondo agli eventi, ma rappresenta un motore del romanzo, al quale i protagonisti sono chiamati a partecipare in prima persona. Ogni uomo della famiglia Balaguère vive un momento epocale, una sfida del suo tempo, dal quale ne uscirà completamente cambiato.

Bondoux in questo romanzo sottolinea come i grandi eventi collettivi acquistano significato anche attraverso le esperienze dei singoli individui. Non persone storicamente rilevanti, ma uomini comuni, umili che sono chiamati a vivere le proprie vite in momenti molto più grandi di loro, segnando una svolta fondamentale, dalla quale ne usciranno estremamente diversi. Le bufere del titolo finiscono per assumere un doppio significato: da una parte le vicende personali del singolo e, al tempo stesso, i momenti storici e sociali che mettono alla prova gli individui.

Vedrai ripetersi conflitti, incidenti, abbandoni e coltellate. Vedrai cambiare le stagioni, abitudini, leggi e governi. Assisterai più volte alla fine del mondo e all’inizio di un altro. Vedrai uomini innamorarsi, sognare grandi cose, partire per la guerra e tornare senza parole e senza gloria, perchè nella nostra storia non ci sono supereroi, solo uomini feriti dalla violenza del mondo, uomini che, incapaci di esprimere quello che hanno dentro, tacciono ed esercitano a loro volta la violenza, come prigionieri di una maledizione. Fino a me. Fino a te.

Le vicende storiche finiscono per intrecciarsi indissolubilmente ai momenti cruciali della vita prima di Anzȇme, poi di Charme, di Aloe, e infine di Olivier. Bondoux sembra fare propria la visione manzoniana in cui l’uomo vive immerso in un mondo contrassegnato da sciagure, violenza, dolore e sopraffazione che si ripete nella Storia. In tutto questo i suoi personaggi cercano di orientarsi dentro eventi più grandi di loro, finendo per esserne spesso sopraffatti e portando alla luce il lato più violento. Una catena di eventi maledetta che si trasmette di padre in figlio e sembra apparentemente essere mai destinata ad interrompersi. Ma è davvero così? Davvero le colpe dei padri sono costrette a ricadere sui figli in eterno? Quanto coraggio richiede a un figlio per potere spezzare questa catena e liberarsi dalla condanna di un passato violento della sua famiglia?

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Ogni famiglia infelice è infelice a modo suo

Come nel celebre incipit di Anna Karenina di Lev Tolstoj, anche la famiglia protagonista del romanzo è infelice a modo proprio. Il rapporto tra i due fratelli, Anzême e Marty, che vivono e lavorano alla fattoria Les Chaumes, è segnato da una conflittualità silenziosa, fatta di tensioni mai davvero espresse. Invidie e rancori rimangono a lungo nascosti, fino a emergere con lo scoppio della Grande Guerra, quando Anzême, il più giovane e promettente dei due, viene chiamato al fronte, lasciando la giovane moglie Clairette. Questo segna il punto di non ritorno: da quel momento i membri della famiglia saranno costretti a interrogarsi fin dove si può arrivare pur di proteggere un segreto. Ma soprattutto, fino a quando un segreto può rimanere sepolto per preservare una serenità solo apparente, costruita sulle fondamenta del tradimento e del dolore?

Nel romanzo i protagonisti sembrano essere le quattro generazioni di giovani uomini: figure spezzate, violente, tradite dalla vita e dai propri sogni. La vicenda narrata appare inizialmente come una saga familiare al maschile, dove le donne sembrano relegate a un ruolo marginale. In realtà, è proprio attraverso una lettura più attenta che emerge la centralità delle figure femminili: pur muovendosi apparentemente in secondo piano, ciascuna di loro svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo della storia. Se gli uomini sono spesso portatori di una forza distruttiva, capace di incrinare i legami tra padri e figli, le donne, ciascuna a modo proprio, rappresentano una forza opposta: quella della resistenza, della cura e della capacità di mantenere unita la famiglia, sottraendola al rischio della disgregazione.

Raccontare per salvare: la verità della memoria

In Attraverseremo le bufere emerge una riflessione fondamentale sull’atto stesso del raccontare l’altrui e la propria esperienza: mettere in parole una storia significa non solo conservare il ricordo di ciò che è stato, ma anche cercare una forma di comprensione e di riconciliazione. La letteratura diventa così uno spazio in cui le esperienze individuali, anche quelle segnate dal dolore e dalle ferite, possono caricarsi di un significato più profondo. La verità del racconto non coincide necessariamente con una semplice cronaca dei fatti, ma con la capacità di restituire ciò che gli eventi hanno lasciato nelle persone e di come questi le hanno segnate, nel bene e nel male.

Penso spesso a quello che ha detto mio padre una mattina in cucina che odorava di caffè forte e medicine: la letteratura è consolazione. Non so se avesse ragione, ma mi piacerebbe molto. Mi piacerebbe credere che tutte le storie, anche le più tragiche, possano consolarci, sempre che dicano la verità.

La letteratura diventa esperienza di salvezza, di rottura con una catena di eventi maledetti e violenze degli uomini, purché rimanga vera, anche nella sua crudeltà. L’atto del narrare permette di interrompere la catena di dolore e violenza alla quale i protagonisti sembrano essere destinati. In questo senso, raccontare diventa un gesto di salvezza: permette alle vite dimenticate, ai sentimenti nascosti e alle sofferenze non dette di trovare finalmente una voce.

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Una scrittura tra memoria e silenzi

Attraverseremo le bufere (acquista) è costruito in modo da far emergere progressivamente queste tematiche, in particolare il rapporto tra narrazione e memoria. I capitoli seguono la prospettiva di ciascun uomo della famiglia Balaguère, mettendo in luce il loro vissuto, i legami con gli altri membri della famiglia e soprattutto le contraddizioni e le tensioni con i rispettivi padri. Di generazione in generazione, i protagonisti si trovano a confrontarsi con il peso degli errori ereditati dal passato e con il desiderio di costruire una vita diversa.

Attraverso lo sguardo di Anzême, Charme, Aloe e Olivier, il lettore attraversa alcuni degli eventi più significativi del Novecento: dalla Grande Guerra e dal ritorno segnato dai suoi fantasmi alla Seconda guerra mondiale, dall’occupazione nazista all’esperienza della Resistenza, dalle contraddizioni del dopoguerra fino alla pagina dolorosa della Guerra d’Algeria, alle lotte studentesche e infine alla pandemia di Covid. Ogni evento storico lascia una traccia profonda nei protagonisti, mostrando come la grande Storia finisca inevitabilmente per intrecciarsi con le storie individuali.

Ai capitoli dedicati alle singole esperienze si alternano momenti di riflessione affidati al misterioso narratore, una voce fuori campo che commenta gli eventi storici e colloca le vicende personali nel più ampio contesto della Storia collettiva. Attraverso il suo sguardo, i diversi percorsi individuali vengono ricondotti a un filo conduttore capace di dare un senso al modo in cui gli avvenimenti che circondano un uomo possano essere travolgenti e impossibili da isolare dalla sua esistenza. La narrazione mostra così come nessuna vita sia davvero separata dal tempo in cui si trova a vivere: la Storia entra nelle storie personali, le modifica e lascia tracce che attraversano le generazioni.

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Eleonora Fioletti

Insegnante di Lettere con la testa tra i libri e il cuore tra le righe. Amo le librerie caotiche, i libri usati e le virgole messe bene. Colleziono libri che forse non avrò mai il tempo di leggere. Le parole sono il mio modo di abitare il mondo.

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