Ci sono ferite che non seguono il ritmo del mondo. Mentre tutto continua a scorrere, chi soffre resta fermo, incapace di immaginare il futuro. È da questo sentimento universale che prende avvio Ricordati di essere felice, romanzo della scrittrice americana Sara Goodman Confino pubblicato in Italia nel 2026 da Libreria Pienogiorno. Con uno stile brillante, ironico e profondamente umano, l’autrice intreccia una storia di rinascita, legami familiari e amori che resistono al tempo. Attraverso il viaggio di una nipote e di una nonna, il romanzo esplora il dolore della perdita, il peso delle scelte imposte dagli altri e la possibilità di ritrovare sé stessi anche quando sembra troppo tardi.
Un viaggio tra passato e presente
A trentaquattro anni Jenna si ritrova improvvisamente senza punti di riferimento. Dopo sei anni di matrimonio, suo marito Brad le confessa di essersi innamorato di un’altra donna e di voler divorziare. Costretta a tornare a vivere con i genitori, Jenna trascorre sei mesi sospesa in una sorta di limbo emotivo, mentre tutto intorno a lei sembra andare avanti più velocemente del suo dolore. A scuoterla dall’immobilità è la nonna Evelyn, quasi novantenne, che le propone di accompagnarla a Hereford, in Massachusetts, il luogo dove è cresciuta.
Durante il viaggio Jenna scopre una donna molto diversa da quella che ha sempre conosciuto. Attraverso racconti, ricordi e incontri, emerge la storia della numerosa famiglia di Evelyn: il padre Joseph, la madre Mariam, i fratelli Bernie, Sam, Helen e Margaret e soprattutto Vivie, la sorella minore alla quale era profondamente legata. A Hereford il passato torna a farsi presente e Jenna viene a conoscenza del grande amore che la nonna aveva vissuto da giovane con Tony, un ragazzo portoghese e cattolico osteggiato dalla sua famiglia perché non appartenente alla comunità ebraica. Nel frattempo Jenna incontra Joe, pronipote di Tony. Tra sentieri immersi nel verde, paesaggi che sembrano custodire la memoria di generazioni e una conoscenza che si approfondisce giorno dopo giorno, nasce un sentimento capace di riaccendere in Jenna una speranza che credeva perduta.
Quando la guarigione non ha tempi prestabiliti
Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è il modo in cui Sara Goodman Confino racconta il dolore. Jenna non supera la fine del matrimonio grazie a una svolta improvvisa né attraverso una trasformazione miracolosa. Al contrario, il suo percorso è lento, fatto di esitazioni, ricadute e momenti di smarrimento. Sei mesi dopo la separazione da Brad, la protagonista si sente ancora bloccata, incapace di capire quale direzione dare alla propria vita.
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Le sfumature della parola famiglia
L’autrice restituisce con sensibilità una verità spesso ignorata: la guarigione non segue scadenze prestabilite. Ognuno affronta le proprie perdite con tempi diversi e il romanzo evita qualsiasi retorica legata alla necessità di “andare avanti” rapidamente. Il viaggio con Evelyn permette a Jenna di osservare il proprio dolore da una prospettiva nuova. Ascoltando la storia della nonna comprende che la sofferenza non scompare, ma può trasformarsi in qualcosa che non impedisce più di vivere. È proprio questo confronto tra generazioni a rendere credibile la sua rinascita e a dare profondità emotiva al romanzo.
L’attaccamento alla vita di nonna Evelyn
Se Jenna rappresenta la difficoltà di ricominciare, Evelyn incarna la straordinaria capacità di non arrendersi mai all’esistenza. Nonostante l’età avanzata, è una donna piena di energia, ironica, imprevedibile e sempre pronta a sorprendere chi le sta accanto. Le sue battute e il suo spirito indipendente alleggeriscono molti momenti del racconto, ma dietro quella vitalità si nasconde una storia segnata da profonde ferite.
Evelyn ha dovuto rinunciare all’amore della sua vita quando i genitori hanno deciso che Tony non era un compagno adatto a causa delle differenze religiose e culturali. Ha inoltre affrontato lutti che l’hanno segnata per sempre, tra cui quello della sorella Vivie, la persona alla quale era più legata. Eppure non permette che il dolore definisca la sua esistenza. Al contrario, sceglie continuamente la vita, conservando curiosità, entusiasmo e la capacità di guardare avanti. La sua storia dimostra come sia possibile continuare ad amare e sperare nonostante le perdite e i rimpianti accumulati negli anni, trasformandosi nel cuore pulsante dell’intero romanzo.
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Famiglia e perdono, legami che sfidano il tempo
Al centro di Ricordati di essere felice si trova anche una riflessione sui rapporti familiari e sulla loro complessità. La famiglia di Evelyn è fonte di affetto, protezione e appartenenza, ma anche di imposizioni che finiscono per influenzare profondamente il corso della sua vita. La decisione dei genitori di ostacolare la relazione con Tony rappresenta una ferita destinata a lasciare conseguenze durature, mostrando come l’amore familiare possa talvolta convivere con scelte dolorose e difficili da comprendere.
Parallelamente, il rapporto tra Evelyn e Jenna diventa il fulcro emotivo della narrazione. Le due donne appartengono a generazioni lontane e hanno caratteri molto diversi: la nonna è impulsiva e anticonformista, la nipote più prudente e incline a seguire le regole. Eppure proprio attraverso questo confronto imparano a conoscersi davvero. Jenna scopre sfaccettature della nonna che ignorava completamente, mentre Evelyn trova qualcuno disposto ad ascoltare la sua storia senza giudicarla. Ne emerge un racconto che celebra il perdono, la comprensione reciproca e quei legami capaci di resistere al trascorrere del tempo.
Il ruolo della natura e come può salvare una vita
In Ricordati di essere felice (acquista) la natura non è soltanto uno sfondo. I paesaggi del Massachusetts e la bellezza di Hereford accompagnano il percorso di trasformazione di Jenna, diventando parte integrante della sua rinascita. Lontana dalla quotidianità che la soffocava e dai luoghi associati al fallimento del matrimonio, la protagonista ritrova uno spazio in cui ascoltare sé stessa e osservare il mondo con occhi diversi.
Le passeggiate, i panorami e il contatto con un ambiente che conserva le tracce del passato permettono a Jenna di rallentare e di riconnettersi con ciò che aveva perso lungo il cammino. Anche il legame che nasce con Joe si sviluppa all’interno di questo contesto, come se la natura offrisse ai personaggi l’occasione di abbassare le difese e mostrarsi per ciò che sono realmente. Sara Goodman Confino suggerisce così che talvolta la salvezza arriva nei modi più semplici: un viaggio inatteso, una storia ascoltata al momento giusto, un sentiero immerso nel verde e la possibilità di guardare il futuro senza avere più paura di ciò che ci aspetta.
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