Per una mela

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Per una mela

Ho visto due sconosciuti lottare per una mela. Ma forse era un principio. Poiché quella mela è finita per terra a rotolare sul cemento umido del mercato di La Spezia – o Spezia, senza l’articolo, come dicono gli spezzini – quando ormai del mercato era rimasta solo l’immondizia e la stanchezza di chi smontava il banco e la lunga giornata di lavoro. Il ladro ha afferrato il frutto intanto che il mercante di mele stava caricando le ultime cassette sul furgone. Il mercante di mele se ne è accorto, ha impugnato un ombrello come una picca e l’ha puntata verso il ladro intimandolo di restituire la sua mela. Quella è mia, ha detto. È solo una mela, ha risposto il giovane ladro, morsicandola e proseguendo il suo cammino. La reazione del mercante di mele è stata violenta e dirompente come gli scatti d’ira tipici dei repressi, degli stanchi, i vecchi e gli sconfitti. Anche il ladro ha reagito, ma solo dopo essere stato chiamato negro.

Il giovane ladro prendeva a sberle il vecchio mercante derubato. Il derubato colpiva con l’ombrello il ladro. Eppure la mela restava lì, per terra, tra le pozzanghere che brillavano di gasolio e piscio di ubriachi. Anche quando sono arrivate le guardie e il ladro di mele è scappato. Chi ha chiamato la polizia? Qualcuno dietro alle finestre illuminate di quei palazzi che si affacciano sulle vie del centro e danno le spalle ai cantieri navali, forse, fatto sta che il ladro è stato raggiunto davanti a un portone, catturato e imprigionato, come il mio cane quando resta impigliato tra i rovi delle more. Un suggestivo ritratto, pittura d’infamia, a beneficio di quella moltitudine aggrappata a cocktail troppo viscidi tra le mani. Qualcuno ha tirato fuori il cellulare per riprendere la scena. Un ratto nero si è calato giù da una palma e si è scagliato su quella mela, che era stata morsa una volta soltanto.

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Redazione MM

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