Un viaggio letterario nell’universo di Woody Allen

«Che succede a Baum?» di Woody Allen

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«Che succede a Baum?» di Woody Allen

Il prossimo 30 novembre Woody Allen compirà 90 anni e per l’occasione ha deciso di farsi (e farci) un regalo: scrivere un romanzo. Qualche settimana fa è così uscito, in contemporanea mondiale, Che succede a Baum?, esordio del grande regista americano, che già aveva all’attivo diverse opere di non-fiction.

La trama di «Che succede a Baum?»

Protagonista del romanzo – edito in Italia dalla Nave di Teseo, come tutti gli altri libri di Woody Allen, tra cui la sua autobiografia A proposito di niente (2020) – è Asher Baum, in cui è facile vedere un alter ego dell’autore. Nevrotico e ipocondriaco scrittore ebreo newyorkese di mezza età, da qualche tempo ha cominciato a parlare da solo. Cuore pulsante del romanzo sono infatti i continui e irresistibili botta e risposta… tra Baum e Baum.

“Chissà cosa diavolo ci trovano in quello lì.”
“Gli sta girando tutto per il verso giusto. E ora vende pure i diritti cinematografici del suo romanzo.”
“Dove l’hai letto?”
“In una rivista di gossip.”
“Vogliono fare un film da quel libro. Non dovrei stupirmi. È una storia commerciale.”
“Ha una trama fantastica e personaggi pieni di vita.”
“Un film che non vedrò.”
“Credimi, sopravvivranno anche senza i tuoi quindici dollari.”

Non gli mancano i motivi per cedere alla nevrosi. Da tempo, per esempio, ha la sensazione che la moglie Connie – per la quale ha lasciato la sua amata New York per trasferirsi nel Connecticut – non provi più alcun interesse per lui. Non è nemmeno mai riuscito a scrivere il romanzo memorabile che ha sempre desiderato e i suoi lavori sono sistematicamente più apprezzati all’estero che in patria (una sorte toccata anche ai film di Woody Allen, che da sempre hanno riscosso maggior successo in Europa). In campo professionale, inoltre, conta un rivale non da poco: il figliastro Thane, per cui Connie stravede – e che, secondo Baum, è ben lontano dall’essere quell’astro nascente della letteratura osannato da tutti. E, come se tutto ciò non bastasse, c’è una scottante rivelazione che sta per essere pubblicata sui giornali, e che già è costata a Baum lo scioglimento del contratto con il suo editore…

Un’ironica riflessione sulla società di oggi

In Che succede a Baum? Woody Allen mette in scena diversi elementi che caratterizzano l’attuale società statunitense. Immancabile è il riferimento al movimento #MeToo, che negli ultimi anni ha coinvolto diversi volti noti di Hollywood, in certi casi riconosciuti colpevoli, in altri condannati subito e senza appello sui social per poi essere assolti in tribunale – a tal proposito si veda, per esempio, la vicenda di Kevin Spacey.

In questo meccanismo è rimasto coinvolto anche lo stesso Allen, da quasi trent’anni sposato con Soon-yi Previn, figlia adottiva della sua ex moglie Mia Farrow. In pieno clima di #MeToo, infatti, questa vicenda della sua vita privata ha reso problematico per diversi attori collaborare con lui. Alcuni, come Timothée Chalamet – protagonista di Un giorno di pioggia a New York (2019) –, si sono pubblicamente dichiarati pentiti di avere lavorato con lui. Per reale convinzione o per timore di subire ostracismo? Ai posteri l’ardua sentenza.

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Asher Baum è accusato di molestie sessuali ai danni di una giovane giornalista. È successo davvero o la faccenda è stata ingigantita? Tra le pagine del libro resta tutto fumoso – nei vari botta e risposta tra Baum e Baum, ci troviamo di fronte a versioni discordanti della stessa storia –, ma in fondo non è questo il punto ai fini della narrazione. La vicenda è per Woody Allen un pretesto per dire la sua sui moderni tribunali dei social, dopo aver volutamente tenuto un profilo basso negli ultimi anni (scelta di cui spiega la ragione con le parole di Amnon, un amico di Baum):

So che è brutto subire una condanna o una diffamazione, ma a volte è meglio aspettare il proprio momento e non fare nulla, piuttosto che prendere le armi contro un mare di guai e renderli molto peggiori.

Un omaggio letterario al cinema di Woody Allen

Ammettiamolo: Che succede a Baum? poteva benissimo essere un film, rigorosamente con i titoli di testa in Windsor Light Condensed su sfondo nero accompagnati da una musica jazz, come tutte le pellicole di Woody Allen che si rispettino. Leggendo i dialoghi, sembra di essere catapultati in una delle sue commedie brillanti; in qualche modo, il soliloquio di Asher Baum ricorda quello di Boris Yellnikoff in Basta che funzioni (2009) – anche se quest’ultimo era senz’altro un personaggio ben più cinico e pungente di Baum. In alcuni passaggi, inoltre, sembra quasi che Allen fosse alle prese con una sceneggiatura più che con un romanzo, come in quello riportato di seguito, con una precisa indicazione relativa all’inquadratura:

“Oggi sono stata molto bene,” gli disse.
“Anch’io, mi sono divertito molto,” replicò lui, sbalordito dall’audacia di Sam.
“Posso dirti una cosa? A meno che tu non lo sappia già.”
A questo punto si scatena la dopamina e la macchina da presa stringe sul primo piano di Baum.

La letteratura è un tema caro a Woody Allen, come ben sanno gli appassionati della sua filmografia. Dopo aver disseminato diversi suoi film di citazioni letterarie, con Che succede a Baum? (acquista) il regista americano si è divertito a fare l’opposto. Infatti, nel libro traboccano riferimenti a diversi suoi film – da Harry a pezzi a Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni, fino a Midnight in Paris – e parte del piacere della lettura consiste proprio nel ritrovare tra le righe le numerose citazioni.

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Ci sono un eroe buffo e imbranato, un grande amore perduto che sembra tornare in una nuova veste, la fortuna che riveste un ruolo di spicco e perfino un piccolo intrigo che in qualche modo ricorda i film di Allen in cui la storia si tinge di giallo; in alcuni (per citarne alcuni, Misterioso omicidio a Manhattan, Scoop, Irrational Man, Un colpo di fortuna) alla fine la giustizia trionfa, in altri (come Match Point o La ruota delle meraviglie) il cattivo riesce a farla franca. A quale categoria apparterrà la vicenda qui narrata? Per scoprirlo, bisognerà leggere fino in fondo questo romanzo che, in fin dei conti, è una vera e propria opera celebrativa della lunghissima carriera di Woody Allen.

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Francesca Cerutti

Classe 1997, laureata in Lingue per l’impresa e specializzata in Traduzione professionale e Marketing Management. Caporedattrice di Magma Magazine, sempre alla ricerca di storie che meritino di essere raccontate. Dopo aver esordito nel 2020 con il romanzo «Noi quattro nel mondo» (bookabook), ha pubblicato nel 2023 la raccolta di racconti «Pretendi un amore che non pretende niente» (AUGH! Edizioni).

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