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La mitologia greca non è mai stata così pop

«I Divini dell'Olimpo» di Marilù Oliva

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I Divini dell'Olimpo

In occasione di Bookcity Milano 2022 abbiamo partecipato a un incontro intitolato Dèi come noi, tenutosi alla Biblioteca Sormani nel pomeriggio di sabato 19 novembre. In quest’occasione è stato presentato l’ultimo libro di Marilù Oliva, I Divini dell’Olimpo, edito da Solferino. L’opera va a chiudere un anno particolarmente prolifico per la scrittrice, che a febbraio ha pubblicato L’Eneide di Didone (Solferino) e a maggio Il viaggio mitico (De Agostini), scritto a quattro mani con il figlio Matteo.

Accompagnata dalla comica e inviata delle Iene Mary Sarnataro, Marilù Oliva ha parlato di un libro che si preannuncia diverso dagli altri a cui ci ha abituati: non si tratta infatti di un romanzo, bensì di un’opera di non-fiction, in cui però l’autrice non sceglie il linguaggio tradizionale della saggistica.

Quattro incontri con gli dèi

«Zeus, il farfallone». «Afrodite, la frivola». «Ade, l’antipatico». «Atena, l’implacabile». Questi sono i capitoli di cui si compone I Divini dell’Olimpo, che non a caso riporta come sottotitolo Quattro incontri con gli dèi. Marilù Oliva traccia la storia di ciascuna di queste divinità, partendo dalla nascita – in certi casi particolarissima, come per Afrodite nata dalla spuma del mare (e dal membro evirato di Urano) o per Atena nata dalla testa di Zeus – e ripercorrendo tutti i momenti e gli aneddoti principali. L’indubbia preparazione dell’autrice si accompagna a uno stile frizzante, che inevitabilmente intriga i lettori, avvicinandoli ai fatti narrati e, in alcuni casi, strappando loro una risata:

Afrodite si infatuò di un giovane che pascolava i suoi buoi sul monte Ida frigio, Anchise. Il mandriano era un gran pezzo di figliolo, altrimenti lei non lo avrebbe degnato nemmeno di uno sguardo. Invece, non appena posò gli occhi sui suoi muscoli levigati e sulla sua pelle brunita dal sole, decise che lo avrebbe fatto suo. […] Anchise promise che l’avrebbe sposata, ma intanto usufruì di quel ben di dio che gli si concedeva spontaneamente.

Particolarmente azzeccata è l’idea di Oliva di citare, nel corso del libro, opere d’arte di diverse epoche storiche che rappresentano scene tratte proprio dai miti che lei stessa racconta. C’è posto per il Ratto di Proserpina (1621-1622) di Gian Lorenzo Bernini, capolavoro indiscusso dell’arte barocca, e per il sensuale dipinto Danae (1907-1908) di Gustav Klimt, che riprende il momento in cui Zeus, per possedere la giovane principessa Danae, si trasformò in una pioggia d’oro.

E non mancano opere contemporanee meno note, come una scultura del russo Igor Zeinalov che immortala l’unione tra Leda e Zeus, qui tramutatosi in cigno. Un’opera dalla fortissima carica erotica, forse poco nota ai più perché sarebbe censurata dall’algoritmo di qualsiasi social network, ma che vale comunque la pena di scoprire. I Divini dell’Olimpo è dunque il libro perfetto per chi si annoiava sia nelle ore di epica che in quelle di storia dell’arte, ma vuole provare a riscoprire queste due materie in una nuova ottica.

«I Divini dell’Olimpo»: raccontare la mitologia a tutti

L’obiettivo de I Divini dell’Olimpo, spiega Oliva, è far avvicinare il grande pubblico alla mitologia greca, raccontandola con un linguaggio fresco e accattivante. La moderatrice Sarnataro conferma subito la piena riuscita di questo intento ambizioso e, in effetti, chi ha letto il libro può solo convenire che è davvero così. Con una struttura che ricorda quasi un “podcast scritto”, I Divini dell’Olimpo delinea il ritratto di Zeus, Afrodite, Ade e Atena. In questo senso, l’opera è in linea con il gusto mitologico che traspare dalla maggior parte dei romanzi di Oliva (si vedano L’Eneide di Didone o L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre, del 2020). E, a onor del vero, per questo libro esiste pure un podcast propriamente detto, anche se al momento è accessibile in esclusiva agli abbonati del Corriere della Sera.

La mitologia greca non è mai stata così pop, commenta Sarnataro. Vietato però fraintendere il senso di questo aggettivo, che non ha affatto la connotazione negativa di dozzinale. L’idea è rendere accessibili a chiunque, indipendentemente dal suo livello di istruzione o cultura, le storie degli dèi dell’Olimpo – nel solco della miglior tradizione divulgativa, che accosta il rigore dei concetti esposti all’immediatezza del linguaggio. Per apprezzare I Divini dell’Olimpo, sottolinea Oliva, basta solo essere persone curiose. E nel libro non mancano le strizzate d’occhio a opere letterarie o musicali contemporanee, che sottolineano fino a che punto miti nati diversi millenni fa continuano a influenzare la nostra cultura. Un esempio è questo passaggio in conclusione del capitolo dedicato ad Afrodite:

Il giovane cantautore e rapper Blanco le ha dedicato una canzone che reca per titolo proprio il suo nome. È un inno all’amore e alle sensazioni che provoca all’insegna dell’endorfina e della felicità, ma non cela qualche zona d’ombra.

Ascolta «Afrodite» di Blanco:

Dèi come noi

Il titolo scelto per l’incontro dagli organizzatori di Bookcity Milano rimanda alla caratteristica principale delle divinità dell’Olimpo: l’antropomorfismo. Marilù Oliva ci ricorda che, lungi dall’essere perfetti, gli dèi presentano virtù e vizi tipicamente umani, che ci permettono di rispecchiarci in loro con facilità – e, con tutta probabilità, è questo uno dei motivi principali del loro successo, se dopo migliaia di anni ci appassioniamo ancora alle loro gesta. In ognuno di loro convivono tratti degni di ammirazione e altri odiosi: un discorso che vale per qualsiasi altra persona che conosciamo (e anche per noi).

E così, arrivati all’ultima pagina de I Divini dell’Olimpo (acquista), rimane la sensazione di aver passato del tempo con personaggi amici. Nell’attesa che esca un nuovo libro dedicato ad altre divinità.

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Francesca Cerutti

Classe 1997, laureata in Lingue per l’impresa e specializzata in Traduzione. Caporedattrice di Magma Magazine, sempre alla ricerca di storie che meritino di essere raccontate. Nel 2020 è stato pubblicato il suo romanzo d’esordio, «Noi quattro nel mondo».

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