Il 2025 è stato un anno ricco di nuove uscite, con libri capaci di raccontare storie molto diverse tra loro e di affrontare temi che spaziano dalla memoria alla solitudine, dal rapporto con la famiglia fino alla storia e alla società contemporanea. Come ogni anno, scegliere i migliori libri non è semplice e abbiamo quindi deciso di proporre una selezione di sette titoli che, per motivi differenti, ci hanno particolarmente colpito. Ci sono autori affermati e nuove voci, romanzi intimi e opere capaci di allargare lo sguardo sul mondo. L’ordine è puramente casuale: ecco dunque i nostri migliori libri del 2025.
L’imperatore della gioia di Ocean Vuong
Raccontare la vita di chi si trova ai margini della società è ancora una volta al centro della scrittura di Ocean Vuong, che con L’imperatore della gioia (Guanda, traduzione di Norman Gobetti) costruisce una storia fatta di fragilità, solitudine e incontri capaci di cambiare un’esistenza. Il protagonista è Hai, un ragazzo di 19 anni che pensa di farla finita, ma viene salvato da Grazina, un’anziana di 82 anni. Tra i due nasce un’amicizia destinata a diventare una forma di resistenza alla grettezza del quotidiano. Hai deve fare i conti con l’assenza di ambizioni, con la propria identità e con la dipendenza dai farmaci, mentre Grazina combatte contro la demenza e contro i ricordi della guerra vissuta in Lituania. È proprio nell’incontro fra queste due fragilità che Vuong trova la forza del romanzo, raccontando con ironia, commozione e realismo due persone che insieme riescono a tenere a bada la solitudine.
Orbital di Samantha Harvey
Che cosa significa osservare la Terra dall’esterno? Orbital (NN editore, traduzione di Gioia Guerzoni), vincitore del Booker Prize 2024, prova a rispondere attraverso una giornata trascorsa insieme a sei astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Il continuo movimento intorno al pianeta permette loro di assistere a 16 albe e 16 tramonti, osservando continenti, montagne, deserti, nuvole e fenomeni atmosferici. Samantha Harvey parte dall’overview effect, quella particolare sensazione di meraviglia e paura che può accompagnare la visione della Terra dallo spazio, per costruire una riflessione più ampia sull’umanità e sulle sue contraddizioni. Un libro che invita così a guardare il nostro pianeta da una prospettiva diversa e a interrogarsi sul significato del progresso e della nostra continua ricerca dell’ignoto.
Poker boy. Tutta una vita a carte scoperte di Dario Sammartino
Tra i libri da inserire nella nostra selezione c’è anche Poker boy. Tutta una vita a carte scoperte, dedicato a una delle figure italiane più note del poker internazionale. Si tratta della storia di Dario Sammartino, noto pokerista affermatosi a livello internazionale, partito da Napoli fino a scoprire le più grandi sale americane. Oggi molti appassionati dei giochi di carte ignorano paradossalmente la realtà della competizione dal vivo, si ritrovano più banalmente nelle partite di poker in rete e tra le sale di live blackjack nella flebile speranza di intuire le mosse degli altri, ma l’ambiente in cui si è formato Sammartino è di tutt’altro livello, con atmosfere da film cinematografico.
Il libro permette così di entrare in un universo fatto di sfide, grandi tavoli e competizione, seguendo il percorso di un giocatore che ha trasformato la passione per il poker in una carriera di respiro internazionale. Un titolo che aggiunge alla selezione un mondo diverso da quello raccontato dagli altri libri, ma ugualmente legato alle storie personali, alle scelte e alle esperienze che possono cambiare il corso di una vita.
Estranea di Yael Van Der Wouden
Con Estranea (Garzanti, traduzione di Roberta Scarabelli), l’olandese Yael Van Der Wouden firma il suo esordio letterario e costruisce una storia capace di unire memoria, amore e introspezione psicologica. La protagonista Isabel vive sola in una casa ordinata fino all’ossessione, almeno fino all’arrivo di Eva, la fidanzata del fratello. La nuova presenza porta nelle stanze fredde e silenziose della casa colore, musica e una verità destinata a mettere in discussione tutto ciò in cui Isabel ha sempre creduto. La forza del romanzo sta soprattutto nella tensione crescente: l’autrice non ha bisogno di ricorrere a un’esplosione finale, ma accompagna gradualmente il lettore verso nuove consapevolezze. Non sorprende quindi che il libro sia stato tradotto in oltre 25 Paesi, sia entrato tra i finalisti del Booker Prize e abbia vinto il Women’s Prize for Fiction.
Quello che so di te di Nadia Terranova
Un segreto sepolto nella memoria familiare può diventare il punto di partenza per una ricerca dentro le proprie origini. È quello che accade in Quello che so di te (Guanda) di Nadia Terranova, scrittrice che peraltro recentemente ha anticipato i suoi prossimi progetti. Il romanzo prende le mosse dalla storia di Venera, una donna di Messina che viene rinchiusa in manicomio dopo un dolore che non riesce più a gestire. La protagonista si trova così a scavare nel passato della propria famiglia, tra non detti, ricordi e frasi rimaste a metà. La maternità diventa uno degli elementi attraverso cui affrontare questa ricerca, insieme al rapporto fra madri, figlie e nipoti. Ne emerge un libro intimo, costruito attorno alla memoria e alla necessità di comprendere ciò che è stato prima di noi per riuscire, forse, a comprendere meglio anche noi stessi.
Un luogo soleggiato per gente ombrosa di Mariana Enriquez
Con Un luogo soleggiato per gente ombrosa (Marsilio, traduzione di Fabio Cremonesi), Mariana Enriquez torna alla forma del racconto per affrontare ancora una volta il rapporto tra orrore, memoria e traumi collettivi. Le protagoniste sono donne fragili, segnate dal dolore, dalla violenza e dalla perdita, spesso capaci di entrare in contatto con fantasmi senza esserne necessariamente spaventate. Attraverso queste figure, Enriquez torna nei luoghi che fanno male e recupera una memoria legata a guerre, pandemie, dittature, morti violente, violenza e sessismo. Il risultato non è soltanto una raccolta caratterizzata da atmosfere horror e gotiche, ma un’opera che utilizza la letteratura per affrontare temi profondamente politici e sociali.
Il giardiniere e la morte di Georgi Gospodinov
Dopo Cronorifugio, vincitore del Booker Prize 2023, Georgi Gospodinov torna con Il giardiniere e la morte (Voland, traduzione di Giuseppe Dell’Agata), un’opera più intima dedicata al rapporto con il padre morente. È un piccolo requiem costruito intorno alla perdita, alla memoria e all’amore filiale, nel quale la morte diventa occasione per riflettere sul tempo che scorre e sull’eredità invisibile che lega le generazioni. La scrittura di Gospodinov riesce a trasformare il dolore in linguaggio, unendo malinconia e meraviglia e mostrando come anche il lutto possa diventare uno spazio in cui coltivare il ricordo. Una storia personale che finisce così per assumere un significato universale, grazie a una voce delicata e profonda.

