Il Premio Nobel per la Letteratura 2026 va alla scrittrice canadese Anne Carson. L’Accademia Svedese le ha conferito il riconoscimento «per la sua opera audace e inventiva che, in un gioco giocoso con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea».
Quasi tutta la sua produzione artistica si muove infatti sul confine tra il rigore della filologia e la sensibilità della poesia, dove la ricerca sull’etimologia delle parole diventa il punto di partenza per esplorare nuovi significati.
L’anno scorso il premio è andato a László Krasznahorkai.
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Uno stile inclassificabile e la diffusione in Italia
Autrice, traduttrice e docente universitaria di lettere classiche, la settantaseienne si contraddistingue per una cifra stilistica sperimentale e volutamente sfuggente alle catalogazioni tradizionali.
In Italia la sua opera è stata scoperta con un certo ritardo rispetto all’uscita originale; tra le pubblicazioni più recenti giunte nelle nostre librerie spiccano La bellezza del marito. Un saggio romanzato in 29 tanghi, edito nel 2022 da La nave di Teseo, e Decreazione, uscito per Utopia nel 2023.
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Percorso accademico e i grandi capolavori
Nata a Toronto nel 1950, Carson si è fatta conoscere internazionalmente per la sua capacità di fondere saggistica, poesia, drammaturgia e traduzione in formati del tutto inediti. Tra i suoi capolavori figura Autobiografia del rosso (Autobiography of Red), una storia d’amore in versi basata su un frammento del poeta greco Stesicoro, dove l’antico mito del mostro Gerione viene ricreato in una narrazione moderna e toccante.
Oltre alla sua attività di poetessa, ha insegnato in diverse istituzioni di rilievo come la McGill University, l’Università del Michigan e Princeton, traducendo dal greco antico autori fondamentali come Saffo, Euripide e Sofocle.
Tra cultura pop e le previsioni della vigilia
Nonostante l’impostazione colta e l’ambizione avanguardistica, la poetessa dimostra una costante curiosità verso i fenomeni della cultura di massa. Un esempio emblematico è stato il denso e appassionato saggio dedicato alla cantante spagnola Rosalía, apparso a settembre sulla London Review of Books e diventato subito un fenomeno virale nei circoli culturali.
La sua vittoria al Nobel non giunge del tutto inaspettata: nei giorni antecedenti all’annuncio, il suo nome figurava già tra i più accreditati sia nelle previsioni degli scommettitori sia nelle accese discussioni del World Literature Forum, una delle piattaforme di dibattito letterario più rilevanti a livello globale.
Immagine in evidenza: Anne Carson, credit: Lannan
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