I mondi sommersi del cinema

«Cinema e bizzarria» di Goffredo Fofi

7 minuti di lettura

Tra il 2018 e il 2021 Goffredo Fofi tiene per il programma di Radio Tre Zazà una rubrica dal titolo Bellezza e bizzarria. Un chiaro e appassionato omaggio all’omonimo volume di saggi di Mario Praz, già edito nel 1960 per i tipi del Saggiatore. Tributo che Fofi perpetra con il progetto editoriale di Cinema e bizzarria (La Nave di Teseo). Il libro raccoglie ben 125 schede di film insoliti, “sommersi”, rispetto alla proposta della filmografia più nota e acclamata.

Non mancano anche esempi noti – come Qualcuno volò sul nido del cuculo o The Blues Brothers –, ma Fofi riesce a ricavare una lettura inedita e vivace. Infatti contamina il sapere cinematografico con le altre arti nell’ottica di un’opera totale.

Alla ricerca della settima arte

Grazie all’intelligente e lungimirante curatela di Sergio Arecco, il volume si divide in otto sezioni partendo dagli anni Trenta del Novecento fino al ventunesimo secolo.

Nell’andante narrativo di Fofi si apprezza l’insita capacità di muoversi all’interno della stessa scheda con estrema disinvoltura e agilità grazie alla propria conoscenza enciclopedica. Il cinema così si contamina felicemente con la letteratura, il teatro, la musica e, soprattutto, con le scienze umanistiche e il contesto storico. Non è esente, poi, la sapiente ironia, con la quale Fofi intervalla alcune analisi con aneddoti ed episodi personali, senza mai scadere nell’autoreferenza.

Fra i vari si ricorda di come ha scoperto La pericolosa partita di Ernest Beaumont Schoedsack grazie a un saggio di Praz e come l’abbia casualmente incontrato in una libreria romana durante le ricerche. Oppure, avvolto da una vaga nostalgia, in conclusione alla scheda del Circo di Grigorij Vasil’evič Aleksandrov, viene rievocato il suo ballo torinese con la moglie del regista, la diva Ljubov’ Petrovna Orlova, sotto gli sguardi divertiti di Gianni Rondolino e Paolo Gobetti.

Leggi anche:
L’arte del ventesimo secolo

Elogio sui generis del cinema italiano

Cinema e bizzarria assume le fattezze di una summa poetica, rappresentativa di tutto ciò che Fofi ha appreso e trasmesso con generosità e senso critico. La sua voce si perpetra in ogni sezione e percorre l’arte del ventesimo secolo come un’incessante e illuminante scoperta. Nonostante la ricchezza di riferimenti, fonti e collegamenti, viene allontanata qualunque velleità intellettuale e il cinema si dispiega in tutto il suo élan vital. In particolare, il cinema italiano trova un posto privilegiato.

Fofi riporta le sue considerazioni sulla commedia grazie ai lungometraggi di Mario Monicelli, Dino Risi, Ettore Scola e Steno. Brillante risulta, fra tutte, l’analisi de Lo scopone scientifico di Luigi Comenicini con il suo cast d’eccezione che, oltre ad Alberto Sordi e Silvana Mangano, vede coinvolti Bette Davis e Joseph Cotten.

Sempre sul nostro cinema, il libro si avventura anche in territori misconosciuti come Il disco volante, film atipico e fantascientifico di Tinto Brass. Il tutto poi è arricchito da riferimenti a un genere più grottesco e satirico, debitore del surrealismo buñueliano, in lavori come L’uomo dei cinque palloni di Marco Ferreri con un incredibile Marcello Mastroianni.

L’altra prospettiva dei classici

Oltre ai savoirs assujettis – per usare un’espressione di Michel Foucault –, non mancano anche i grandi classici del cinema. Oltre a Buñuel, un altro autore di cui Fofi è grande estimatore è John Ford, che viene rappresentato da Furore, una delle sue pellicole più socialmente impegnate e tratta dal romanzo di John Steinbeck.

Leggi anche:
Una bussola nel cinema di Lars von Trier

All’appello, poi, sono presenti anche i nomi di Federico Fellini con Luci del varietà – co-diretto con Alberto Lattuada –, piuttosto che Orson Welles e il suo La signora di Shangai oppure Max Ophüls con lo splendido La ronde, tratto dalla pièce di Arthur Schnitzler. Proprio su queste note Fofi ripercorre le carriere dei grandi registi, anche con poche e semplici righe, ma sufficienti per fornire un quadro nitido e senza sofismi. Così Luchino Visconti viene proiettato nella sua giovinezza come assistente alla regia di Jean Renoir e Fritz Lang dopo il suo travagliato percorso artistico giunge in Oriente a girare il dittico de La tigre di Eschnapur e Il sepolcro indiano.

Il messaggio nella bottiglia

Goffredo Fofi in Cinema e bizzarria (acquista) non mostra solo il suo amore per la settima arte. Intellettuale militante di estrazione popolare, lontano dalla borghesia, condivide per il gusto di volere far conoscere e di conoscere a sua volta. Anche come emerge nello splendido documentario Suole di vento, la sua idea di cultura diventa comunione, diffusione.

A sua volta risulta debitore dei suoi maestri e di aver conosciuto nel suo percorso figure eccezionali, dei “geni” come Elsa Morante e Carmelo Bene. La sua è l’arte del comprendere e come ogni arte, una volta imparata, va trasmessa.

A quasi un anno dalla scomparsa, questo poderoso libro sembra un messaggio nella bottiglia giunto fino a noi da lidi lontani. È nostro compito raccogliere il testimone e, per quanto possibile, rendere omaggio a uno dei più grandi critici che il nostro cinema abbia mai avuto.

Segui Magma Magazine anche su Facebook e Instagram!

Lorenzo Gafforini

Lorenzo Gafforini, classe 1996, è nato e vive a Brescia. Laureato in Giurisprudenza, negli anni i suoi contributi sono apparsi su «La Repubblica», «Il primo amore», «Flanerì», «Frammenti Rivista», «Magma Magazine» e «Niederngasse». Ha curato la pièce Se tutti i danesi fossero ebrei (Lamantica Edizioni) e il poema Il colombo di Santiago (Lemma Press) di Evgenij Evtušenko. Sono seguite le curatele dell’opera teatrale Il boia di Brescia (Fara Editore) e del romanzo Tenderenda, il Sognatore (Editoriale Jouvence) di Hugo Ball. Ha curato anche l’antologia poetica Terra – Emblemi vegetali di Luc Dietrich (Edizioni Grenelle). Ha co-tradotto Idiota, il breve volume di racconti sulla boxe di John Huston (WoM Edizioni) e ha approfondito la figura di Sławomir Mrożek curando Quando finirà tutto questo? (Lamantica Edizioni). Recentemente si è dedicato anche all’opera di Enrico Emanuelli con la nuova edizione di Curriculum mortis (Edizioni Grenelle). Ha collaborato alla realizzazione della versione italiana della graphic novel Gli aeroplani a Brescia di Moritz von Wolzogen con postfazione di Reiner Stach (La Compagnia della Stampa), tratta dall’omonimo reportage di Franz Kafka. Le sue pubblicazioni più recenti sono: la raccolta poetica Alfeo (Fara Editore), il racconto lungo Millihelen (Gattomerlino Edizioni) e il romanzo La meccanica del suono (Transeuropa Edizioni).

Lascia un commento

Your email address will not be published.