«Il fantasma di Canterville»: l’umorismo di Oscar Wilde

L'origine di un topos

5 minuti di lettura

Nel 1887 Oscar Wilde pubblica Il fantasma di Canterville, romanzo di genere fantastico-umoristico, sulla rivista The Court and Society Review. Nel settembre del 2021, Harper Collins ha pubblicato una nuova edizione per la sua collana di classici.

«Il fantasma di Canterville»: la trama

Ci troviamo in Inghilterra, a fine Ottocento. La famiglia Otis è appena arrivata dall’America e decide di acquistare un vecchio castello inglese nella periferia di Ascot. Subito vengono avvisati da Lord Canterville che il suo – ormai ex – castello è infestato da un fantasma: Sir Simon Canterville, suo antenato che uccise la moglie. Gli Otis, americani logici e devoti alla ragione, non si fanno abbindolare da queste strane credenze e acquistano comunque la magione, «fantasma compreso».

Subito il fantasma si palesa alla famiglia nella forma che – per il pubblico – diverrà leggenda: è coperto da un sudario sporco e cammina per la casa con le sue catene a indicare la spaventosa presenza. La famiglia Otis, però, non si spaventa: gli consigliano dell’olio per le catene, puliscono le macchie di sangue che lascia in giro, gli fanno scherzi e lo disturbano in vari modi. Sir Simon, desolato ed amareggiato, è costretto a rintanarsi nelle sue stanze. Il fantasma spaventoso, quindi, è stato messo alle strette.

Leggi anche:
«Il figlio della fortuna»: riappropriarsi di sé

La profezia

Che racconto gotico sarebbe senza una bella profezia?

Di fatto, Wilde ci offre anche questo topos letterario che diverrà quasi una costante nei racconti fantastici. Sir Simon, infatti, può essere liberato dalla sua condizione – che ora comincia a pesargli – solo grazie a «una fanciulla dal crine dorato» che «strapperà preghiere dalle labbra del peccato».  La profezia è incisa in una delle camere del castello, quella in cui ora dorme l’unica figlia femmina degli Otis, Virginia. Lei è l’unica che non vuole disturbare il fantasma, l’unica che sembra essere un poco spaventata dalla sua presenza.

Eppure, Virginia è anche l’unica che riesce a parlare con Sir Simon, si mette all’ascolto dei problemi del fantasma. Si stupisce della sua condizione: non lo perdona dei peccati che l’hanno portato ad avere una condizione immortale, ma prova pietà per tutto ciò che deve subire. Sarà, infatti, Virginia a dover decidere se aiutare Sir Simon a riposare in eterno o no.

«Il fantasma di Canterville» crea un immaginario folklorico

L’opera di Oscar Wilde è riuscita a creare un immaginario che continua a svilupparsi anche ai giorni nostri. Gli adattamenti de Il fantasma di Canterville sono numerosissimi e riproposti nei più diversi mezzi di comunicazione. La storia è stata ripresa al cinema, a teatro e anche nei fumetti, nell’adattamento Disney di Topolino.

Le sole citazioni all’opera, oltretutto, sono fin troppe per essere riportate poiché Oscar Wilde è riuscito nell’impresa di proporre un modello quasi mitologico e fantastico che ormai rimarrà eternamente nella nostra cultura.

L’immagine del fantasma col sudario bianco che trascina vecchie catene arrugginite è stata presa alla lettera oppure ribaltata e resa parodistica innumerevoli volte. È entrata a far parte dei topos letterari del genere gotico o umoristico. Tutti siamo cresciuti con l’idea dello spaventoso fantasma vestito di bianco, così come altre immagini ormai folkloristiche come la mano di zombie che esce dal terreno di sepoltura. Allo stesso modo, oltre all’immagine del fantasma sono nati altri due topos letterari: i due gemelli dispettosi e la bionda fanciulla caritatevole.

Tutte queste immagini rimarranno per sempre nell’immaginario comune ed è affascinante scoprire come sono nate e come sono state descritte in origine. Il fantasma di Oscar Wilde si presenta come una creatura spaventosa, il tipico fantasma di cui si dovrebbe avere paura, ma viene ben presto reso ridicolo. Nell’immaginario folklorico è rimasta soltanto la prima parte, quella terrificante e spaventosa da cui bisogna stare alla larga.

Non abbiamo grandi editori alle spalle. Gli unici nostri padroni sono i lettori. Sostieni la cultura giovane, libera e indipendente: iscriviti al FR Club!

Segui Magma Magazine anche su Facebook e Instagram!

Greta Mezzalira

Classe 1995, laureata in Filologia Moderna. Innamorata del teatro fin dalla prima visione di "Sogno di una notte di mezza estate" durante una gita scolastica. Amante di musical e di letteratura.

Lascia un commento

Your email address will not be published.